mercoledì 6 dicembre 2017

Zucchero Filato Volante - una favola con una spruzzatina di horror

Buon pomeriggio a tutti!

Eccomi con un nuovo libro da consigliarvi. 

Chi mi segue da un po' avrà notato che le mie "recensioni" (che chiamo così, sapete bene, solo per comodità; in realtà non mi reputo così in gamba da poter essere definita un recensore vero e proprio) sono sempre, in misura minore o maggiore, comunque positive. Il fatto è che non amo particolarmente enumerare i difetti delle altrui opere. 
Quindi, certo, mi sono capitate per le mani storie che non mi hanno entusiasmato o, peggio, che proprio mi hanno disgustato o annoiato a morte. Ma quelle opere, semplicemente, non le vedrete qui. 
Preferisco essere consigliera piuttosto che giudice, quindi, come dire: se un libro compare tra queste pagine, significa che, almeno un po', mi è piaciuto. 

Tornando a noi... per continuare una bella (almeno a mio avviso) abitudine, il nostro viaggio prosegue su strade italiche. Ho letto anche, contemporaneamente al libro di cui vi voglio parlare, un romanzo di scrittore (bravissimo) d'oltreoceano (trattasi di October List, di Jeffery Deaver; ve ne parlerò magari più avanti), ma preferisco soffermarmi su scrittori italiani, magari non così conosciuti come il gigante summenzionato e che quindi meritano un po' di spazio, anche se piccolo come il mio blog, per farsi sentire nel tramestio della folla.

Lo scrittore si chiama Fernando Camilleri (non so se sia parente del più rinomato Andrea... gli chiederò!); il romanzo, edito da Eretica Edizioni, Zucchero Filato Volante.

Come sempre, un filo di trama.
Il protagonista è un ragazzino di undici anni, Felice. La storia si apre proprio su di lui, mentre passeggia tranquillo accanto al bosco e, a un certo punto, fa uno strano incontro: un nano vestito di una camicia gialla e bretelle rosse, che suona un flauto ricavato da un osso umano... L'incontro, inutile dirlo, è un momento cardine che avrà conseguenze importanti sulla vita di Felice (e non solo).

Il protagonista lo abbiamo incontrato, ma il romanzo ruota intorno a molti degli abitanti del paese di Alerte, in cui si svolge la vicenda. Personaggi a volte buoni, a volte meno. E vi anticipo già che, ad Alerte, chi non si comporta troppo bene non fa una fine esaltante...

Per quanto riguarda il piacere puro della lettura, devo dire che nella prima parte non ero del tutto convinta. Bene l'originalità, ma per un po' di pagine tutto mi sembrava un po' troppo strano; sembrava che il nonsense fosse troppo marcato, senza contare che non riuscivo proprio a capire dove la storia volesse andare a parare. Poi, però, qualcosa ha preso a cambiare. Pezzi fondamentali hanno iniziato a unirsi al puzzle e, finalmente, mi sono trovata davvero immersa nella vicenda; davvero incuriosita dai suoi possibili sviluppi. 

Due sono le cose che soprattutto ho gradito in questo romanzo.

La prima, un giusto equilibrio tra lo stile quasi favolesco e il macabro. Ci sono alcune scene che, devo dirlo, mi hanno fatto un po' rabbrividire. E visto che sono un'amante di horror e affini, la cosa non ha potuto che farmi piacere. Parlavo di equilibrio: la parte più gruesome è infatti ben dosata, i brividi (e il raccapriccio, in taluni passaggi) ci sono, ma non tanti da scoraggiare chi, eventualmente, fosse meno interessato di me agli spaventi da fiction. 

La seconda, da un punto di vista tecnico ancora più apprezzabile, è l'arcobaleno di personaggi che popolano la storia. Essi sono ben delineati, ognuno (e sono tanti) con il suo carattere e i suoi tratti distintivi, tanto da permettere al lettore di affezionarsi ad alcuni e detestarne altri (per esempio, non so se fosse nelle intenzioni dell'autore, ma non sono proprio riuscita a digerire quell'ochetta di Roberta... mi farete sapere se la pensate come me!). Tutti i personaggi, comunque, hanno diverse sfaccettature; come nella realtà, nessuno è assolutamente perfetto o pessimo, il che conferisce un tocco di realismo in una storia che, di suo, è impregnata di mistero e irrealtà.

In definitiva, Zucchero Filato Volante mi è sembrato una sorta di favola dark per adulti, che fra le righe accenna anche a un messaggio importante, forse un po' abusato in questi tempi ma sempre e comunque fondamentale: bisogna avere rispetto per l'ambiente che ci circonda. 
Con questo vi saluto, lasciandovi (spero che l'autore non ne abbia a male) stralci di una piccola "favola nella favola", una storia raccontata da uno dei personaggi e che riassume al meglio il concetto appena menzionato (sono solo alcuni brani, quella originale è un po' più lunga). 
Alla prossima!

"Prima della costruzione di Alerte e dell'arrivo dei primi uomini, in questo bosco viveva un folletto... il suo compito era quello di tenere in ordine gli alberi, le foglie, i fiori e tutto ciò che riguardava il bosco. Un giorno, cinque topi, quattro grigi e uno bianco, si trovarono a passare da queste parti e, rimasti estasiati dalla bellezza del posto, decisero di stabilirvisi... trovarono cibo in quantità. Per dormire tutti insieme decisero di scavare una tana, una piccola cavità alla base di un tronco d'albero. All'inizio, i cinque topi si accontentarono del piccolo buco, ma ben presto il topo bianco ritenne che lo spazio non fosse più sufficiente... rosicchiò il legno del tronco così tanto che l'albero morì... e poi un altro e un altro ancora... il folletto infastidito dal comportamento degli animali si rivelò loro e li invitò a essere più rispettosi nei confronti del luogo che li stava ospitando... il topo bianco ricominciò a costruire nuove tane, incurante della salute degli alberi...il folletto si adirò così tanto che decise di eliminare gli ospiti sgraditi. Fece arrivare nel bosco un gufo che in una sola notte mangiò tutti i topi." 

sabato 21 ottobre 2017

Ambrose - Fabio Carta

Buongiorno amici!

Questo per me è un periodo lievemente impegnato a scuola (epperò quanto mi piace il mio lavoro!...), che mi toglie tempo prezioso che normalmente dedico alle letture. Accidenti, sul comodino ho lo stesso libro da più di un mese... speriamo di riuscire a tornare un pochino in carreggiata!

Però diciamo che non è che io abbia proprio abbandonato la parola scritta, tutt'altro. E infatti oggi sono qui a parlarvi della mia ultima lettura felicemente conclusa.

E apro subito con una considerazione. L'universo, probabilmente, vuole comunicarmi qualcosa. Perché proprio io, che in linea generale non sono una grande amante della fantascienza (eccezion fatta per la saga di Star Wars, ma questa è un'altra storia!), negli ultimi periodi continuo a venire risucchiata, a volte per puro caso, dai vortici della science fiction.

Eccomi infatti qui a parlarvi di Ambrose, romanzo fantascientifico (ma non solo) dell'italianissimo Fabio Carta.


Due parole velocissime sulla trama (direttamente dalla quarta di copertina):


Controllore Ausiliario -CA- è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel cyberspazio. L'infelicità di CA subisce unos stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un'entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l'umanità dovrà far fronte.

Eccoci. Che dire, una storiella proprio semplice semplice...

Premessa. Cosa mi ha indotto a leggere questo libro? Beh, chi mi conosce bene (ma proprio bene) penso possa intuirlo. Anche se non c'entra una beata cippa, sono ovviamente stata intrigata dalla rosa.
Ok, le rose sono belle, certo, ma perché, penserà qualcuno di voi, dovrebbe averti ispirato così tanto?
Possono rispondere tutti coloro che, come me, hanno a cuore (e hanno riletto millemila volte) la saga della Torre Nera. Chi abbia avuto a che fare con il Can'-Ka No Rey e con la floreale rappresentazione della Torre nel mondo umano, nel momento in cui si trova di fronte la descrizione di una "entità che si presenta come una rosa stillante ambra", e insomma, quel minimo di deja-vu (con relativo brivido su per la colonna vertebrale) lo prova, no? ;) 
E quindi, anche se il cervello mi gridava a gran voce "guarda che non c'entra un tubo!", il cuore (unito a un pizzico di nostalgia) ha prevalso e mi sono ritrovata fra le mani questo strano volume.

Perché dico strano? Perché è veramente qualcosa di singolare. Bello, scritto davvero, ma davvero bene, ma particolarissimo.

In realtà, una trama vera e propria non c'è. No, aspetta, mi sono spiegata male. C'è. Ma per certi versi, almeno a mio avviso, è secondaria. Perché qui a farla da padrone non sono tanto gli eventi in sé quando ciò che essi provocano. Emozioni, pensieri, riflessioni su tanti aspetti della vita e del mondo.

L'autore riesce a esprimere tutte queste cose con una scrittura che non ci si aspetta da un (quasi) esordiente. Dico quasi perché questo è già il suo terzo romanzo, ma tutte le sue opere sono molto recenti (il primo, Arma InferoIl Mastro di Forgia, è del 2015). La scrittura è spesso evocativa e davvero molto ricercata. Se devo fare un appunto, posso dire che, in talune parti, è forse fin troppo ricercata. Vi è un uso frequente di terminologia complessa e frasi articolate, che a volte rendono un po' difficile la lettura; non per un cattivo uso delle tecniche narrative, ma per uno zelo forse eccessivo. Questo però ovviamente non è un difetto, solo che alcuni lettori, specie se poco avvezzi ai complessi argomenti affrontati e ai dettagli tecnici sfruttati dalla narrazione (come la sottoscritta) potrebbero magari giudicare l'opera di difficile fruizione.

Un punto sicuramente di merito va all'abilità con cui l'autore è riuscito a collegare in modo perfettamente fluido e verosimile l'ambientazione futuristica con l'attualità. Ci sono continui riferimenti alla Jihad e al Califfato, per esempio (causa scatenante della guerra che ha devastato la Terra... abbastanza inquietante...); si parla di social e forum (e il fatto che ci sia un raffronto fra la vita vera e quella virtuale può essere forse un collegamento ulteriore con il presente, con quella dipendenza dalla tecnologia, dai social innanzi tutto, che sembrano a volte rubare il tempo, come se la falsa vita fatta di bit fosse migliore di quella "vera"). 
Tutti questi collegamenti rendono più facile (e allo stesso tempo, in certi frangenti, angosciante) immedesimarsi nella storia, semplificando un processo che il linguaggio un po' ampolloso di cui parlavo prima  rende ostico ai più.

Non solo. Le vicissitudini dello spazionoide CA diventano spesso veicolo ideale per per riflessioni filosofiche sulla vita (e sul suo significato) e sulla religione

Insomma, di carne al fuoco tra queste pagine ne abbiamo parecchia. Io non sono di certo la persona più adatta a farne una recensione come si deve, vista la mia scarsa dimestichezza con il genere; ma come lettrice "profana" non mi è affatto dispiaciuto.

Riassumendo, posso dire che si tratta di un romanzo "tosto", scritto con un linguaggio suggestivo e stilisticamente perfetto ma di certo non semplice, che forse può intimorire all'inizio ma che vale di certo la pena prendere tra le mani.

Alla prossima!

martedì 26 settembre 2017

Inquietamente - la paura, a volte, fa beneficienza

Buongiorno!

Come state? 
Oggi vi propongo una bella raccolta che, oltre a intrattenere con racconti di qualità, fa anche del bene.

Si tratta di Inquietamente, raccolta di 18 racconti horror edita dall'Associazione Hyperion.


E, udite udite, tra quei diciotto trovate anche il mio racconto Alla Luce.

Ma andiamo con ordine.

Il tutto nasce da un concorso indetto da Hyperion lo scorso inverno: scrivere dei racconti che avessero come tema principale la paura. Inizialmente ho voluto provare a partecipare per amicizia, perché da anni, fin dai primi passi che ho mosso nella Tela Nera, ho il piacere di conoscere Ivan  e Sol, rispettivamente presidente e segretario dell'associazione. 

Poi, ho notato anche un altro dettaglio, che mi ha dato la spinta finale.


Il dettaglio era che tutti i proventi della vendita del libro saranno devoluti a favore dell'Ospedale Pediatrico “Gaslini” di Genova.


Quindi, se vorrete acquistare una copia della raccolta (trovate QUI la versione cartacea, QUI l'ebook) non solo farete felice me (e questo può anche passare in secondo piano), ma soprattutto farete qualcosa di concreto per dare una mano a chi ne ha bisogno.

E quindi cosa aspettate? 

Buona lettura!

lunedì 21 agosto 2017

Dimenticami Trovami Sognami - un libro che è davvero un sogno

Buongiorno  a tutti, amici!

Come state? Finalmente il caldo di questa estate interminabile sembra dare una piccola tregua... e ne approfittiamo per chiacchierare di nuovo un po' delle mie ultime letture.

Oggi vi parlo di una vera scoperta. Si tratta di un romanzo che in realtà ho letto una ventina di giorni fa; ma solo ora, di ritorno dalle agognate (e volate, accidenti... già mi manca la mia bella spiaggia...) vacanze al mare, ho il tempo e la testa per parlarne.

Premessa. 
Ho letto il romanzo in questione in quanto fonte ispiratrice di un contest a cui ho partecipato (ma che, ahimè, non ho vinto... i miei "avversari" - no, dai, fa brutto chiamarli così... diciamo i miei "colleghi" - erano troppo bravi) su Minuti Contati. In realtà la lettura non era richiesta per la partecipazione, ma il titolo (Dimenticami Trovami Sognami) mi ispirava fiducia, così l'ho comprato.

Apro un'altra parentesi sui gestori della casa editrice del libro (Zona42). Ho avuto necessità di contattarli per un chiarimento in relazione all'acquisto del romanzo, e devo dire che sono davvero splendidi. Chiusa parentesi.

Comunque, tornando a noi...

Dimenticami Trovami Sognami è un romanzo di fantascienza dell'autore Andrea Viscusi
Anche se, forse, parlare di fantascienza è in questo caso riduttivo. Almeno, per quanto mi riguarda, quella parola evoca navicelle spaziali in orbita, armi futuristiche, alieni e androidi, aridi paesaggi di pianeti lontani o viaggi interstellari. Qui però il discorso è diverso. Il "viaggio" c'è, ma si tratta più di una sorta di viaggio interiore. 
E dell'esplorazione di inimmaginabili possibilità.

Il protagonista è Dorian Berti, aspirante astronauta italiano che viene finalmente scelto per la sua prima missione. La quale, però, non sarà affatto come se l'era immaginata... Dorian non sarà infatti un vero e proprio astronauta, bensì un onironauta. La missione, il misterioso Progetto Milam dell'agenzia ESA, lo terrà letteralmente isolato dal mondo per dodici anni; al suo ritorno, scoprirà quante cose sono cambiate (lui compreso: non è invecchiato di un giorno, ma qualcosa dentro di lui non è più come prima...), quante ne avrebbe potute cambiare... e quante forse può ancora cambiarne. 

Confusi? Immagino. 
La teoria alla base del libro è complessa ma affascinante; e no, non ve la spiego per evitare spoiler, poiché per me una delle gioie di questa lettura è stata proprio scoprirla poco a poco. 
Nel romanzo anche l'amore trova un posto centrale, e viene raccontato come piace a me: sincero e non stucchevole.

Il finale, poi, mi ha lasciato un retrogusto dolceamaro che mi ha fatto rimpiangere di aver raggiunto l'ultima pagina. Non capita molto spesso, ma in quelle rare volte, in quegli attimi preziosi in cui si sente già la mancanza di un romanzo appena dopo la parola "fine", è possibile percepire materialmente la magia di quell'arte meravigliosa chiamata "letteratura".

Passando dalla trama all'aspetto "tecnico", ho apprezzato moltissimo la scrittura di Andrea, che riesce a rendere semplice e scorrevole un romanzo basato su concetti estremamente complicati. Interessante anche la scelta del titolo del libro, che riprende quelli delle tre sezioni in cui il romanzo è suddiviso, per l'appunto Dimenticami, Trovami e Sognami
La prima metà circa del libro (Dimenticami e una parte di Trovami) è bella ma senza fuochi artificiali, che si fanno però sentire poco dopo. Quando la complessa matassa inizia a dipanarsi e il lettore comincia a capire sul serio cosa c'è sotto, ebbene, a quel punto mollare il libro per dedicarsi ad altro diventa davvero difficile. 

Belli i personaggi, molto ben delineati. Il mio preferito è Simona, la fidanzata di Dorian. Non tanto nella prima parte, in cui è un personaggio un po' marginale, quanto nella seconda; qui è facile immedesimarsi in lei, nella sua ricerca di una verità incredibile... 

In conclusione, credo abbiate capito che Dimenticami Trovami Sognami è un romanzo che mi ha colpito parecchio. Ve lo consiglio, che amiate la fantascienza oppure no. 

E poi fatemi sapere se, sul finale, è scesa una lacrimuccia anche a voi...

Alla prossima!


martedì 11 luglio 2017

Le Mille Facce della Stessa Moneta

Buona giornata a tutti amici!

L'estate è arrivata presto quest'anno, vero? Si è presentata già da un po' in tutto il suo calore... tempo di vacanze per i più fortunati, che magari avranno qualche ora di relax da passare sulla sabbia bruciata dal sole, in compagnia di un bel libro.

Personalmente sono dell'idea che in spiaggia il tipo giusto di libro da leggere siano le raccolte di racconti. 
Immagina.
Sei lì, protetto dal tuo fidato ombrellone, sdraiato su un asciugamano o comodamente steso sul lettino; in un orecchio hai la risacca del mare, nell'altro le voci dei bagnanti e magari le rime improvvisate (e improponibili) dell'omino del cocco bello. Hai la tua raccolta tra le mani; leggi un racconto, magari due. 
Poi hai caldo e vuoi farti una nuotata; nessun problema: nessun capitolo lasciato a metà, nessun subdolo cliffhanger a porti di fronte all'annoso dilemma: mi rinfresco o mi tolgo la curiosità? Niente di tutto ciò. Posi il volume (o l'e-reader) e ti tuffi in mare, sapendo che al tuo ritorno ci sarà una nuova storia, tutta per te, ad aspettarti.
Cosa potresti volere di più?

E quindi io oggi vi segnalo proprio una bella raccolta di racconti. Si intitola Le Mille Facce della Stessa Moneta, e raccoglie undici storie dell'amico Francesco Nucera, che ho avuto il piacere di conoscere al mio arrivo sul forum del portale La Tela Nera e con cui attualmente collaboro per la pubblicazione degli ebook contenenti i racconti dei contest di "La Sfida a..." di Minuti Contati e 666 Passi nel Delirio.

Cosa offre di bello questo libro?

Inizio dal racconto più originale della raccolta. Protagonista indiscusso, pur se non quello "ufficiale", tal Venturino. Il quale, con la sua stramba cadenza, ci accompagna in quella che è forse la regione più bistrattata d'Italia, quella che non ci ricordiamo quasi mai di elencare, sulla cui esistenza da tempo si dibatte (goliardicamente, si intende - basta guardare la relativa pagina di Nonciclopedia). Un racconto che mischia sapientemente l'assurdo con la nostalgia, il surreale con la ricerca e l'accettazione delle proprie radici.

E pensare che, secondo me, Il meraviglioso mondo del Molise non è nemmeno la storia più bella della raccolta.
Se devo dare un mio parere personale, lo scettro se lo contendono un'altra manciata di racconti.
Uno di essi, sicuramente, è La fortuna è una ruota che gira, ma spesso si inceppa. Parte come una storia frizzante e per certi versi assurda (conversare con una pianta o con la propria pantofola sinistra, per non parlare poi di determinate e delicate parti del corpo, non è male), per poi virare all'improvviso verso un finale del tutto inaspettato. Una lettura resa ulteriormente godibile dai numerosi riferimenti a personaggi della cultura popolare.
Mi è piaciuto molto anche Scappa, Diego, nonostante il pessimismo e la violenza che lo pervadono.
Altro racconto meritevole è L'Amore è un salto nel buio; questo è un altro esempio della capacità dell'autore di ribaltare le carte in tavola, di mischiare generi e sentimenti diversi in modo fluido e ben costruito. Il racconto infatti è romantico e intimo, ma allo stesso tempo spietato.
Anche lo steampunk di Nuvole a Vapore, commovente inno al "tutto è possibile", si è rivelata una lettura gradevole.
Infine, una menzione a parte merita a mio avviso Jessica Mon Amour e il Fantino, una sorta di favola, un'allegoria nel cui protagonista difficilmente non noterete i tratti peculiari di un personaggio alquanto noto nell'Italia della Seconda Repubblica.

Io ho elencato alcune delle storie qui contenute, ma tutte, in un modo o nell'altro, si sono rivelate piacevoli.

Quindi, se state per partire per il mare (ma anche se no ;) ), perché non mettere anche questo in valigia?

Buone vacanze e a presto!