domenica 4 agosto 2019

Racconto a puntata - L'Oscuro Passeggero (Parte 4)

Buongiorno amici!

Siamo arrivati alla fine di questo primo esperimento di racconto a puntate. Spero vi sia piaciuto, mi raccomando, postate i vostri commenti e, se avete apprezzato, condividete come se non ci fosse un domani!

Dimenticavo, qui trovate la prima, seconda e terza parte.

Buona lettura!



--------------------------------------------------------------------------------------------------

L'Oscuro Passeggero - Parte 4


Tony ha urlato. Per la prima volta da quando ho memoria, non ha sussurrato con la sua voce di serpe. Ha gridato così forte che mi sono dovuto coprire le orecchie con le mani.
Dannato idiota, finisci quello che hai iniziato!
«No!» ho gridato.
È stato allora che si è staccato.
Ho sentito un rumore come di velcro che si strappa, e Tony non era più il mio oscuro passeggero. Era un’entità color sangue rappreso, un essere infetto ribollente di pece che mi stava davanti e mi fissava con due paludi nere al posto degli occhi. Penso di aver gridato, ma non ne sono certo. So solo che mi sono sentito sollevare, e un istante dopo il mio corpo rotolava giù dalle scale. Ho sentito distintamente l’osso della gamba che si spezzava. Ha fatto molto male, fa ancora molto male; ma la sensazione di libertà, di essere davvero, per la prima volta, l’unico padrone dei miei pensieri è stata ed è così forte da rendere il dolore quasi sopportabile. Devo anche avere la schiena costellata di ferite da taglio, perché cadendo ho distrutto una piccola vetrinetta che stava sulla parete di fronte alla scala. Una bella teca, piena di cristalli Swarovsky, forse un po’ retrò ma di gusto. Peccato che ora sia solo un ammasso di cocci di vetro che luccicano nella poca luce proveniente dal bagno al piano di sopra.
Tony è ancora lassù; sta forse cercando di finire da solo il lavoro che io ho lasciato a metà? Improbabile; se non avesse bisogno del mio corpo mi avrebbe abbandonato tempo fa. L’unica cosa di cui sono praticamente certo è che quando arriverà quaggiù per me sarà la fine. L’ho letto con certezza in quei suoi occhi di pece.
Dovrei fuggire. Almeno provarci, anche se con tutto il sangue che ho perso le forze sono quelle che sono. Provo a spostarmi ma la schiena reagisce con una fitta che è come una colata di piombo fuso. Devo essermi rotto qualcosa anche lì. Cerco di muovere le gambe ma il metallo rovente scivola anche laggiù. Non credo di essere paralizzato, almeno lo spero, ma fa troppo male. È inutile, senza qualcuno che mi aiuti non posso sfuggire al mio destino. L’unica cosa che riesco a muovere è il braccio destro, e nel farlo completo l’opera tagliandomi su uno dei cocci della vetrinetta.
Ben fatto, Fabio, davvero un…
Non riesco a completare il pensiero. Un’ombra si staglia sopra di me e la temperatura del mio corpo sembra abbassarsi di dieci gradi almeno.
Tony è arrivato, alla fine. La sua figura incombe sul mio corpo sdraiato, orrida e trasudante odio.
Mi guarda con quelle orbite rosse e fangose. Inclina la testa informe in un’espressione interrogativa. Poi allunga la mano e la posa sul mio ginocchio.
Tony ti prego…
A momenti sentirò la gamba strapparsi dal resto di me, lo so… vuole vendicarsi e sarà straziante.
Perso nel terrore dell’anticipazione, impiego un paio di secondi per accorgermi che il dolore inizia a scemare.
Tony mi parla. Le sue parole non hanno il timbro nitido cui sono abituato; la voce è distorta, lontana. È come se ascoltassi la musica di un grammofono posto a due o tre stanze di distanza.
Ricominciamo, Fabio.
Guardo la gamba. L’osso sta tornando al suo posto. La ferita, molto lentamente, inizia a rimarginarsi.
E un terrore ancora più grande mi assale.
Ripenso al tizio di sopra, addormentato nella sua vasca. A Clara Derossi, vittima innocente. Alle anime che ho rubato senza averne il diritto.
Potevo sopportare di essere fatto a pezzi dal demone che ha distrutto la mia vita. Non di essere rispedito in quell’incubo.
La mia mano destra si alza, lenta. Le dita afferrano un pezzo di vetro, forse proprio quello che mi ha tagliato il braccio poco fa.
Tony mi osserva. Non è più dentro di me, non capisce subito le mie intenzioni. Si avvicina, come per guardare meglio. A un tratto comprende, perché l’antro scuro nella parte bassa del suo volto si spalanca e ne esce una sillaba distorta.
NO!
Premo il coccio sul lato del collo con tutta la forza che mi resta. Non è molta, ma sufficiente a recidere la giugulare.
Riporto lo sguardo sulla citazione appesa sopra la mia testa, mentre il mondo comincia a sfaldarsi.
Sogna come se dovessi vivere per sempre; vivi come se dovessi morire oggi.
E oggi morirò. Ma sarà come se vivessi ora per la prima volta; questi ultimi istanti varranno una vita intera e potrò fingere di poter essere per sempre così, come sono ora. Morente, ma in pace.
Perché ora, finalmente, sono libero.


Fine

sabato 3 agosto 2019

Racconto a puntate - L'Oscuro Passeggero (Parte 3)

Buongiorno amici,

eccoci con la terza parte del mio racconto L'Oscuro Passeggero (qui trovate la prima e la seconda parte)

Buona lettura!


--------------------------------------------------------------------------------------------------

L'Oscuro Passeggero - Parte 3


Se avevo sbagliato quella volta, potevo aver ucciso altri innocenti.
In quel preciso istante il drappo che dall’infanzia offuscava il mio sguardo si è dissolto. Mi sono visto per quello che ero in realtà.
Mi ero convinto, o forse era stato Tony a farlo, che dirigere la mia mania omicida verso la feccia della società facesse di me un eroe. Non era vero. Ero solo un mostro, non migliore delle mie vittime. Anche delle peggiori tra loro.
Ho rifiutato di continuare. Non potevo, non più, ora che mi era chiara la mia vera natura.
Ma come un fumatore incallito non può pensare di non toccare più una sigaretta da un giorno all’altro, così anch’io ho scoperto quanto possa essere difficile andare contro i propri istinti più profondi. Potevo raccontarmi quello che volevo, ma vivevo per il sangue. Mi svegliavo di notte sudato, negli occhi strisce rosse su porcellana bianca; un abbinamento di colori che mi era oramai familiare e che bramavo di rivedere al più presto.
E sullo sfondo di tutto, lui. Tony.
Non puoi smettere, Fabio. La brava gente di questo mondo ha bisogno di te, per fare ciò che spesso la giustizia non riesce a fare.
«Ma ho ucciso un’innocente». Quante volte ho sussurrato questa frase tra le lacrime, mentre lo stomaco mi faceva male e la testa mi scoppiava. Il più delle volte avevo una bottiglia di superalcolico tra le mani. L’unica cosa che mi stordisse abbastanza da non cedere alla tentazione.
Non importa. Anche i migliori possono sbagliare. Non puoi abbandonare la tua missione per un piccolo errore.
Cercavo di non ascoltarlo. Nei momenti migliori pensavo di partire, di andarmene lontano. Cambiare aria forse mi avrebbe aiutato. E nonostante il dolore, nonostante la fatica, sono riuscito a resistergli.
Fino a ieri, quando al telegiornale hanno parlato di quel tizio di Torino.
Ha violentato undici donne, Tony ha iniziato a ripetermi, ed è fuori per un cavillo burocratico. Tutti sanno che è stato lui, ma può girare libero e fare altro male. Questo tipo non è un’altra Clara, Fabio. Lascia fare alla natura, non ribellarti al tuo vero io. Vai e fai ciò che deve essere fatto.
«Non importa che sia un mostro» ho ribattuto. «Non voglio più… farlo».
Ma alla fine Tony ha vinto. La mia mente ha iniziato a immaginare la sensazione della lama che scivola nella carne come un dito nella sabbia, il profumo del sangue che scorre sensuale, il rumore ritmico delle gocce che scivolano dalla bocca del rubinetto e si perdono nella superficie liscia dell’acqua bollente. E ho ceduto.
Così ora sono qui.
Lassù, all’altra estremità della rampa di scale da cui sono appena caduto, in un bagno pieno di vapore giace lo stupratore. È nella vasca, vestito. Ma i suoi polsi sono intatti. All’ultimo istante la mente si è fatta lucida. Ho capito che non sarei dovuto essere lì. E me ne sono andato.

...to be continued...

--------------------------------------------------------------------------------------------------

A presto, con la quarta e ultima parte!

venerdì 2 agosto 2019

Racconto a puntate - L'Oscuro Passeggero (Parte 2)

Buon pomeriggio amici!

Eccomi con la seconda parte del racconto L'Oscuro Passeggero (per chi se la fosse persa, qui trovate la prima parte)

Buona lettura!


--------------------------------------------------------------------------------------------------

L'Oscuro Passeggero - Parte 2


La gamba sembra una vecchia canoa in mezzo a un mare di sangue. Ne sto perdendo tanto. Troppo.
Le forze mi stanno abbandonando e sento le ossa cristallizzarsi in una nuvola di freddo.
Ma non riesco a non pensare a Clara.
Non riesco a dimenticare il momento in cui ho letto la notizia, il 12 aprile. Sei interminabili mesi fa.


CLARA DEROSSI SCAGIONATA DA TUTTE LE ACCUSE
L’infermiera Clara Derossi, 36 anni, arrestata lo scorso 28 febbraio con l’accusa di aver causato volontariamente la morte di almeno quindici pazienti dell’Ospedale della Santa Misericordia, era innocente. Le prove che fin dai primi giorni sembravano inchiodarla sono state invalidate da alcuni video di sorveglianza che parevano essere andati perduti. Un lieto fine che la donna non sarà però in grado di apprezzare. Clara Derossi si è infatti suicidata il 3 marzo, mentre si trovava agli arresti domiciliari in attesa del processo.



Ricordo di essere rimasto immobile davanti al notebook aperto. Ho sentito uno sciabordio nel petto, come se qualcuno avesse spaccato un argine e la mia anima ne fosse defluita in un vortice doloroso.
Clara. Che mi ha guardato con paura, ma che quando l’ho narcotizzata, nella semi oscurità della sua camera da letto, non ha fatto il minimo tentativo di combattermi. Che mi ha fissato quasi con gratitudine, come se sapesse che io ero l’angelo vendicatore che stava per porre fine alla sua miseranda vita.
Non mi è mai passato per la mente che l’angoscia nei suoi occhi non fosse consapevolezza di aver fatto qualcosa di orrendo, bensì rassegnazione verso un mondo che, pur nella sua innocenza, l’avrebbe vista come un’assassina.
L’ho presa e, come ho sempre fatto con le mie prede, l’ho portata in bagno. Ho aperto l’acqua della vasca e ve l’ho adagiata con indosso ancora il pigiama. Ho aperto una scatola di lamette da barba e ne ho presa una, lasciando il pacchetto aperto sul bordo della vasca. Ho messo la lametta tra le dita di Clara e l’ho usata per tagliarle i polsi.
Ben fatto, mi ha detto Tony.
Ho ripulito e me ne sono andato, felice della buona riuscita della missione.
Poi è arrivato il 12 aprile.
E tutte le mie certezze sono crollate.


...to be continued...

--------------------------------------------------------------------------------------------------

A presto con la terza parte!

giovedì 1 agosto 2019

Racconto a puntate - L'Oscuro Passeggero (Parte 1)

Buongiorno amici!
Estate, periodo di sudate eccessive ma anche di molto più tempo libero a disposizione per scrivere o ideare nuove esperienze. Proprio come quella che vi propongo oggi!
Ok, questa, nello specifico, è in realtà un'esperienza nuova solo per me. Credo sia per lo meno dal diciannovesimo secolo che autori, classici e contemporanei, hanno pubblicato o pubblicano a puntate. Ma io non lo avevo mai fatto e sono emozionata all'idea di provarci. 

Ho tanti racconti stipati nelle cartelle del mio PC, un giorno mi piacerebbe vederli tutti riuniti in una raccolta... chi vivrà vedrà! Ma qualcuno vorrei iniziare a proporlo tra queste pagine. 
E oggi inizio con L'Oscuro Passeggero.

Due parole di introduzione.
Sono andata a ripescare una storia scritta per un contest, nello specifico la mitica Macelleria Numero 6, sul forum di La Tela Nera, - luogo a me quanto mai caro dato che lì ho iniziato a farmi le ossa ma soprattutto a conoscere persone splendide -, risalente all'aprile del 2016. I tema dell'edizione era "i mostri" e all'interno del racconto doveva comparire una citazione di Oscar Wilde. Ricordo che l'idea per la trama mi era venuta praticamente subito dopo aver letto le specifiche; cosa che mi capita di rado, di solito devo meditarci sempre su un po'.
Ho scelto questo racconto perché, nonostante la facilità con cui la storia mi si era presentata, da allora non lo avevo più ripreso, a dire il vero quasi non me ne ricordavo più, poverino. L'ho quindi ripescato dal suo angolino polveroso, ho sistemato due o tre cosine qua e là, e ora ve lo ripropongo, sperando possa piacervi. 

Piccolo avvertimento: per coloro che di mio hanno letto solo il mio romanzo Stelle d'Inchiostro (che tra l'altro al momento è in super promozione! Date un'occhiata qui), avviso che i temi trattati in questo racconto sono decisamente diversi; questa storia è un po' cruda, spero faccia anche un pochino paura (non tanto, ma un pochino...)

E mi raccomando, fatemi sapere cosa ne pensate!

E che c'entra adesso Dexter Morgan?
Lo scoprirete solo... leggendo!


--------------------------------------------------------------------------------------------------

L'Oscuro Passeggero - Parte 1


Sogna come se dovessi vivere per sempre; vivi come se dovessi morire oggi.
Che ironia. È altamente probabile che morirò proprio oggi.
Sposto lo sguardo dalla citazione a punto croce appesa alla parete sopra di me e lo poso sulla mia gamba e sull’osso che fuoriesce da sotto il ginocchio.
Avrei dovuto resistere, oppormi alla sua presenza opprimente.
Invece, ho voluto ascoltarlo ancora. Tony. Stramaledetto Tony.
Solo questa volta, aveva detto. Andiamo. Tutte quelle donne…
Ora non c'è più, finalmente. Oh, tornerà. Ma per ora mi godo la libertà.
Lui. L’oscuro passeggero.
Nel turbine del dolore, sento le labbra incresparsi in un sorriso.
Ripenso per l’ennesima volta a Dexter Morgan. Cacchio, quanto ho adorato quella serie. Un assassino che tenta di sfruttare le sue pulsioni più perverse per liberare l’umanità dalla feccia. Quando l’ho sentito definire la mania omicida del suo personaggio «l’oscuro passeggero», ho quasi pensato che Michael C. Hall si sarebbe voltato verso la telecamera, mi avrebbe guardato negli occhi e mi avrebbe detto «ti piace, Fabio?». Oh, se mi piaceva. Di più. All’epoca mi sentivo ancora un Dio, un oscuro supereroe guidato da una voce che non mi apparteneva ma che era sempre stata dentro di me.
Fin da bambino.
Come quando ho spaccato il bicchiere in testa a Giacomo perché aveva tirato le trecce a Letizia. O alle medie, quando mi sono preso tre giorni di sospensione perché ho quasi ammazzato di botte quel ragazzo di terza, come cavolo si chiamava? E che cazzo, aveva infilato la testa del mio migliore amico nel cesso, cosa avrei dovuto fare, dargli un premio?
Questo, almeno, era quello che pensavo allora. Adesso la so più lunga.
Adesso so che una persona normale si sarebbe trattenuta. Una persona normale sarebbe accorsa, sì, in aiuto del suo amico, ma senza bisogno della violenza.
Per anni ho anche pensato che fosse giusto uscire la notte e spedire al Creatore pedofili, assassini e truffatori. Dopotutto, era Tony a dirmelo. Il mio oscuro passeggero. L’avevo chiamato così, come l’amico (più o meno) immaginario di Danny Torrance. Adoravo anche Shining. A pensarci a posteriori, mi accorgo che mi piacevano tutte le storie in cui fantomatiche e misteriose voci dicevano alla gente cosa fare.
Forse perché, convincendomi che era Tony a farmi fare quelle atrocità, potevo sentirmi in pace con me stesso.
Ora quelle storie non mi piacciono più così tanto.
Non dopo Clara.

- to be continued - 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

sabato 25 maggio 2019

Stelle d'Inchiostro in biblioteca

Ciao a tutti e buon sabato!

Sono un po' di corsa, ma questo devo dirvelo assolutamente!

Nel mio ultimo post vi avevo anticipato che, a breve, "Stelle d'Inchiostro" avrebbe fatto il suo debutto nella biblioteca della "sua" Santhià. Finalmente posso svelare la data ufficiale: il prossimo 4 giugno alle ore 21.00.


Sono molto emozionata all'idea di presentare il romanzo davanti a tutti i miei amici e concittadini!... Per fortuna a darmi man forte ci sarà Sara Salussolia, con la sua raccolta di poesie "Drago". La serata è infatti dedicata a entrambe le opere, quindi doppia occasione per incontrarci, chiacchierare, scambiarsi opinioni ed eventualmente acquistare la vostra copia (con autografo, of course!).

So di parlare anche a nome di Sara quando vi dico che spero di vedervi numerosi! Noi vi aspettiamo, a presto!

domenica 19 maggio 2019

Un blog... "stellato"

Ciao a tutti, amici.

Ennesimo restyling del blog, in questo caso tutto dedicato al mio romanzo, con uno sfondo pieno di stelle


Ma le novità non riguardano solo il lato meramente estetico.
Ho anche inserito una nuova pagina relativa a Stelle d'Inchiostro, per permettere a tutti quelli che fossero interessati di restare aggiornati con più facilità (e in cui potete trovare un piccolo regalo...)

E, a proposito di aggiornamenti, in questi ultimi giorni non ce ne sono stati molti, ma posso anticiparvi che a breve ci sarà la presentazione ufficiale di Stelle d'Inchiostro nella biblioteca della mia città, Santhià. Non vedo l'ora... è già stato emozionante stare dietro lo stand a Firenze, ma il pensiero di parlare del mio libro di fronte a una platea composta in gran parte di amici, parenti e conoscenti mi fa sinceramente tremare le gambe! Vi farò sapere appena avrò dati e orari definitivi, quindi stay tuned!

Altra piccola novità: ora mi trovate anche su Goodreads! Fa un certo effetto vedere la frase "Goodreads author" di fianco al proprio nome, ve lo garantisco... Comunque... Potete passare a trovarmi, lasciare commenti o farmi qualsiasi domanda relativa al romanzo o alle mie altre storie pubblicate nel form apposito, sarò molto felice di rispondervi. Qualora aveste letto Stelle d'Inchiostro, potete anche lasciare una recensione al libro, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di Rebecca, Vanessa e di tutti i loro amici.

Per ora vi saluto e vi auguro una buona, anzi buonissima domenica.

A prestissimo!





giovedì 11 aprile 2019

Chi è pronto per l'apocalisse zombie? Ma i nerd, of course!

Buongiorno a tutti amici!

Sì, dal mio ultimo post sono tornata un pochino con i piedi per terra, anche se continuo a vivere come in un sogno e l'emozione mi scioglie le gambe ogni volta che qualcuno mi chiede "dove posso comprare il tuo libro?"... ecco, quelle tre paroline sono meglio di un drink energetico: altro che le ali, ti mettono i jet pack, ve lo dico io! Tra l'altro, per rispondere a quella domanda, il consiglio è di acquistarlo direttamente qui, sulla pagina dedicata della casa editrice: poca attesa e zero spese di spedizione!

Comunque, oggi non sono qui per parlarvi di "Stelle d'Inchiostro", ma di... zombie!

Sarò sincera. Fino a qualche tempo fa, gli zombie non erano tra i miei "mostri" preferiti. Sui primi gradini del mio podio personale di creature fantastiche potenzialmente mortali c'erano vampiri e fantasmi, seguiti da demoni, angeli caduti e compagnia; questi tizi che camminano lenti, con una faccia simile a quella che ho io al mattino appena sveglia e una fame insaziabile di carne umana non esaltavano più di tanto le mie fantasie orrorifiche.

Poi è arrivato The Walking Dead. E tutto è cambiato. Non dico che i vaganti abbiano scavalcato i miei favoriti, ma li tallonano a brevissima distanza.
Sì, lo so che cosa staranno pensando molti di voi. The Walking Dead non è più quello di una volta, ha perso il suo appeal iniziale, eccetera eccetera. E, sì, per molti versi sono d'accordo con voi, ma a me piace ancora molto e non vedo l'ora di vedere la prossima stagione. Sì, beh, esclusa la noia deprimente dell'ultimo episodio, deludente come pochi specie dopo lo shock della puntata precedente, con tutte quelle picche... mi aspettavo i fuochi artificiali, e invece...

Ma no, caspiterina, sto divagando! Non era di quegli zombie (mi correggo, vaganti) che volevo parlare, bensì di questi:


Vi avevo già parlato di Francesco Nucera, in ben due occasioni: nei post riferiti rispettivamente alla sua antologia Le Mille Facce della Stessa Moneta e al romanzo di esordio Ernesto, Genesi di un Eroe. Ebbene, Francesco è tornato, questa volta con un romanzo, Nerd Antizombie - Apocalisse a Rozzangeles, veramente... strambo!

Perché dico strambo? Beh, perché non somiglia a nulla che io abbia mai letto prima.

Immaginate che, in una notte di Capodanno qualsiasi, un'improvvisa quanto misteriosa epidemia trasformi mezza città in un branco di morti viventi. E immaginate che, anziché Dwayne "The Rock" Johnson, Jason Momoa o  Chris Hemsworth, per nominarne alcuni, a fronteggiare i vaganti ci sia un manipolo di nerd...
Ecco, visualizzate la scena: io, per esempio, armata di balestra alla Daryl o katana alla Michonne, parto all'attacco di 'sti tizi... secondo voi centro/affetto più non-morti o più cristiani? Facile rispondere, credo... Ebbene, gli eroi di questo libro sono più o meno così.
Preparatissimi, non c'è che dire. Dopotutto, chi più di un nerd può essere preparato a puntino per l'apocalisse zombie? Ma pur sempre esseri umani che, fino a dieci minuti prima, giocavano di ruolo e facevano faville ai cosplay.

I personaggi sono tanti e variegati, nessuno esattamente normale... Non ve li descrivo più di tanto perché il bello del libro sta proprio nel conoscere man mano le caratteristiche e i punti deboli (e di forza) di ciascuno di loro. Ma lasciatemi dire che ce ne sono alcuni davvero incredibili. Uno dei miei preferiti è sicuramente Mauro, con le sue allucinazioni, per non parlare del Cittadino Z, Paolo, o Marika, o Luna... no, beh, a 'sto punto potrei elencarveli tutti!

Ogni personaggio ha un nickname, il che per certi versi spiazza e confonde, ma al contempo rende la lettura ancora più spassosa; ma soprattutto ogni personaggio ha caratteristiche proprie, alcune interessanti, altre divertenti, altre ancora assurde. Curiosità: alla fine del libro, alcune pagine sono dedicate alle schede personaggio dei protagonisti, "nel caso" scrive Francesco "vi venisse la malsana idea di giocare un'avventura ispirata al libro". C'è anche una scheda vuota, da poter compilare secondo fantasia. E secondo voi io l'ho lasciata intonsa? Ma neanche per sbaglio:



Mi sono divertita un sacco a compilarla, ovviamente in maniera scherzosa (un giocatore di ruolo serio credo sverrebbe a leggerla!). 

Come vedete, più che un libro convenzionale si tratta quasi di un gioco. E, tralasciando un paio di momenti in cui avrei voluto telefonare all'autore e dirgli "No!!! Cattivo, non si fa così!" (capirete leggendo... ovviamente sto scherzando... ma mica tanto, Francesco... mica tanto ;-) ), è stato un vero piacere leggerlo. 
Perdonate il paragone al limite dell'assurdo, ma è quasi un fumetto senza disegni, e sinceramente ci vedrei bene una serie, magari con ogni puntata dedicata principalmente a uno dei personaggi... beh, chi vivrà vedrà.

Per ora mi limito a consigliarvene la lettura, e poi fatemi sapere cosa ne pensate!

Alla prossima!

giovedì 28 marzo 2019

Quando i sogni si avverano

Amici, buongiorno a tutti!
Lo so, non mi sono fatta sentire per molto, troppo tempo. E per i più vari motivi.
E, certo, sì, sembra la solita scusa, ma lo giuro: oltre a vari impegni personali, quelli lavorativi si accavallano uno sull'altro peggio delle tessere di un domino... E che l'ira di Chtulu si abbatta sul primo che sento dire "gli insegnanti non fanno un piffero"!!! In più, da qualche mese sono entrata in un "momento nostalgia" che sembra non volersi schiodare.
Dopo mesi passati a divorare nuovi libri come se non ci fosse un domani, mi è preso l'estro di tornare a visitare (per l'ennesima volta, lo so, ma che ci volete fare?) allegre cittadine come Derry e Castle Rock e di fare un saluto a dolci cagnolini San Bernardo, creature millenarie travestite da clown, giovani ragazzine incendiarie e altre amenità... insomma, un periodo revival di puro ozio creativo. Con un'eccezione: vi parlerò infatti a breve (brevissimo, se il diavolo non ci mette la coda) di un libro divertentissimo che piacerà soprattutto a quelli di voi che da anni si preparano con cura a un'eventuale apocalisse zombie...

Ma tornando a noi. Approfitto di questo momento di relativa tranquillità per darvi una notizia di cui i miei amici più cari e tutti quelli che seguono la mia pagina Facebook o Instagram sono già a conoscenza da qualche giorno: dopo tanti anni di attesa, finalmente ho avuto la fortuna di pubblicare il mio primo romanzo!

Sinceramente, anche adesso che ho tra le mani il libro stampato stento a crederci. Ho aspettato così tanto questo momento che mi sembra ancora tutto un sogno. 

Ho già venduto alcune copie e non so esprimere l'emozione di prendere la penna in mano e scrivere una dedica per ciascuna di quelle persone meravigliose che hanno deciso di portarsi a casa questo pezzettino di me. È qualcosa che non si può spiegare, un misto di meraviglia, incredulità e riconoscenza.

Ma andiamo con ordine!

Era dicembre dello scorso anno, proprio nel  bel mezzo della pausa scolastica per le vacanze di Natale; un pomeriggio, tra la posta in arrivo, trovo un'email contenente una manciata di parole che aspettavo da così tanto che pensavo non sarebbero mai più arrivate: "risposta molto positiva" e, soprattutto "definire tempi e modalità di pubblicazione".  Da quel bellissimo pomeriggio è iniziato un percorso che, nel giro di pochissimi mesi, ha portato alla realizzazione di questo:

Stelle d'Inchiostro

Bellino, vero? Quando quindici giorni fa l'editore (il grande Fabio Gimignani, capitano del vascello Jolly Roger - e se leggerete il libro capirete che il nome della casa editrice si sposa perfettamente con uno dei personaggi secondari... ma non vi voglio spoilerare nulla!) mi ha mandato via Whatsapp questa foto, scattata pochi minuti dopo aver ritirato i volumi freschi di stampa, è stato come se all'improvviso non posassi più i piedi a terra, ma mi librassi a qualche centimetro dal pavimento!
Sensazione replicata, e amplificata, un paio di giorni dopo, allo stand Jolly Roger della fiera "Firenze Fantasy", che si è tenuta alla Fortezza da Basso da venerdì 15 a domenica 17 marzo. Oltre a godermi una fiera figherrima, piena di cosplayer di ogni sorta, ho potuto finalmente vedere e sfogliare "live" il mio libro... insomma, un'emozione via l'altra!

Se (come spero) vorrete saperne di più, vi invito a visitare la pagina Facebook ufficiale del libro; se vorrete leggerlo (lo trovate sul sito della casa editrice oppure in tutti gli store online, Amazon, IBS, Feltrinelli, ecc...), fatemi sapere cosa ne pensate! Spero davvero che in tanti vorrete condividere con me questa nuova avventura

lunedì 24 settembre 2018

Movies - The Miracle Season

Buon pomeriggio a tutti!

Parliamo un po' di cinema, vi va? Ieri, nel mio piccolo, ho fatto una scoperta.
Una di quelle scoperte semplici, ma che lasciano comunque un segno.

Non sono una sportiva accanita, chi mi conosce lo sa, ma tra tutti gli sport il mio preferito è sempre stato e, credo, sempre sarà la pallavolo. Trattasi dell'unica disciplina che seguo per televisione, che pratico ogni volta che posso (anche se avrei decisamente più successo nel ruolo della palla che di una delle giocatrici in campo), tipo in vacanza sulla spiaggia o durante i rocamboleschi incontri figli-genitori che si tengono alla fine della stagione di allenamenti di minivolley dei miei bambini (sì, anche a loro piace... ne sono felice, se dovessero decidere di proseguire negli anni mi farebbero davvero felice!).

Comunque, tutta questa introduzione per dire che ho scaricato sul mio MySky un film intitolato Una Stagione da Ricordare; non ho letto tutta la trama, ma ho visto la parola "volley" e ho detto "caspita, un film che parla della pallavolo: guardiamolo!". E così ieri, io e i miei cuccioli, ci siamo messi davanti alla TV e abbiamo iniziato... a piangere! Dopo circa un quarto d'ora dall'inizio, io e la mia bimba eravamo in una valle di lacrime eguagliata forse solo dal finale de Il Miglio Verde o di La Vita è Bella. E siamo arrivate alla fine in un crescendo di emozioni... Vi racconto a grandi linee.

Due grandi amiche, fin da piccole. Entrambe giocano a pallavolo, una delle due è il capitano. Bravissima nel gioco, mezza matta (ma in senso buono), vero cuore pulsante della squadra e latrice di allegria ovunque vada. L'altra è molto più tranquilla, meno intraprendende ma molto dolce.
Poi, la tragedia.
Un incidente, un secondo forse di distrazione... e una delle due amiche di colpo rimane da sola.
(Qui c'è stata la prima fiumana di lacrime)
Ovviamente la squadra è persa. Nessuna delle compagne se la sente di giocare e, anche quando lo fanno, non riescono a vincere nemmeno un set.

----------------------------------------------------------------
ATTENZIONE! DA QUI IN POI C'E' UNO SPOILER POTENTE! SE NON VOLETE SCOPRIRE IL FINALE DEL FILM, SALTATE TUTTA LA PARTE IN ROSSO E ANDATE DIRETTAMENTE ALLA FINE DEL POST!
-
-
-
-
SPOILER! SPOILER! SPOILER!
Ma poi, il miracolo. Grazie anche e soprattutto alla loro coach  (una splendida, a mio parere, Helen Hunt) le ragazze ritrovano la voglia di giocare, anche per onorare la loro amica. E nonostante avessero ogni probabilità contro, riescono, alla fine, a vincere il campionato.
FINE SPOILER! FINE SPOILER! FINE SPOILER!
-
-
-
-
---------------------------------------------------------------------
Ora. Se si trattasse solo di un film, una normalissima pellicola con sceneggiatura originale, si potrebbe dire "eh, va beh, che fantasia, il classico film pieno di buoni sentimenti, con sotto sotto, nemmeno tanto celato, il messaggio che la passione ti deve guidare e segui il cuore e bla, bla, bla".

Ma non lo è. Perché questa storia è accaduta davvero. 

Tutto vero, dall'inizio alla fine, con tanto di inquadrature e gesti che si possono rivedere tali e quali in un documentario di HBO sulla storia della giovane e sfortunata Caroline Found che mostra video originali delle partite. Me lo sono visto tutto (lo trovate qui - in inglese, voleste dargli un'occhiata). Certo, anche per stessa ammissione del regista alcuni dettagli sono stati modificati per ragioni cinematografiche, ma la gran parte della storia è quella che si vede nel film. 
Finale compreso. 
Comprese, anche, le scarpe da ginnastica che l'amica posa sotto una sedia a ogni partita, un modo per dire che Line è ancora lì con loro...

Dopo aver visto il film sono andata a cercare notizie su questa ragazza e sapete? ancora oggi se ci penso mi commuovo. Per la storia in sè, certo. Ma anche perché il film è fatto davvero bene. Non ci sono effetti speciali, è una storia semplice, serei dire di paese. Ma è raccontata come si deve.

Ve lo consiglio, davvero. Certo, dovete avere un po' di kleenex a portata di mano... ma ne vale la pena.

Fatemi poi sapere, ok?

Alla prossima!

giovedì 2 agosto 2018

L'insostenibile cattiveria dei social

Buongiorno a tutti, amici.

Oggi un post un po' particolare. Non recensisco, non racconto, non consiglio nulla. Semplicemente mi sfogo. 

Sì, insomma, da tempo ormai si sa che il web è diventato uno zoo. Per citare - per l'ennesima volta, lo so, originalità come se non ci fosse un domani - il compianto Umberto Eco: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli"




Io non voglio assegnare tale epiteto a nessuno, primo perché non sono Eco, secondo (e ancora più importante) perché, comunque, non mi va assolutamente di farlo. Se no, tanto vale, sarei esattamente come quelli di cui mi lamento. 

Sempre, tra l'altro, che queste parole Eco le abbia pronunciate davvero. C'è un mare talmente vasto di bufale, citazioni fasulle e notizie più farlocche di una bottiglia di olio di gomito, che ormai tendo a fidarmi solo di ciò che mi viene riportato di prima mano, dal diretto interessato e scritto su carta bollata vidimata dal notaio... sono sempre stata una debunker, sono una fan di Piero Angela e Massimo Polidoro, sono stata socia (e ora simpatizzante) del CICAP, ho un libro autografato da Lorenzo Montali, ho studiato il folklore e le leggende metropolitane e conosco tutti i metodi per riconoscere una bufala quando la vedo. Ma ormai ce ne sono così tante che sembra di girare in un labirinto, la cui uscita si allontana a ogni notizia smontata. 



Ma non è nemmeno questo il lato peggiore. Quello che mi sta facendo montare una nausea da primato che in confronto i primi tre mesi di entrambe le mie gravidanze sono stati una passeggiata è la cattiveria. Dio mio, quanta ce n'è. Troppa. Davvero. 

Mi sembra abbastanza scontato che non possiamo pensarla tutti allo stesso modo. Se a me piace il cioccolato e la panna mi fa orrore, non riuscirai mai a convincermi che una torta chantilly sia il massimo della vita. Ma questo mio impuntarmi sulle mie idee non ti darà mai e poi mai il diritto di insultarmi. Cosa che invece avviene regolarmente sui social. 
Anche se tu sei convinto di quello che dici e anche se io sono convinta che tu sbagli, possibile mai che non si possa trovare il modo di discutere in maniera civile, esponendo i fatti a favore di una o dell'altra teoria, per poi trovare un accordo di compromesso? No, pare di no. Ogni giorno vedo commenti al vetriolo, insulti o frecciatine a chiunque abbia la sfrontatezza di esprimere un suo parere. Ci sono temi più triviali e altri molto più seri, ma a prescindere dal "peso" dell'argomento, la sostanza non cambia.
Cosa mi tocca vedere, santo Cielo! E da entrambi i lati, eh. Da qualsiasi parte della barricata uno si trovi, quelli dall'altro lato devono essere massacrati perché ignoranti, perché stupidi.
Perché sì.
Ma non pensate che si possa parlare civilmente? Capire l'uno cosa pensa l'altro? Trovare una via di mezzo e magari, se proprio non si riesce a trovare un accordo, dire "no, guarda, non sono affatto d'accordo con te. Ti rispetto come persona, ma secondo me su questo argomento sbagli". 

Il problema è che comunque in questa guerra siamo a chissà quanti chilometri di distanza dagli altri contendenti e lo schermo del nostro laptop è come quello della battaglia navale, ci sentiamo protetti da esso, schermati in un certo senso, autorizzati a sparare un "B7" e sentirsi realizzati vedendo che abbiamo affondato un incrociatore. 
Ma vi sembra una cosa normale? 
Siamo in un'epoca fortunata, in cui possiamo esprimere le nostre opinioni, comunicare con persone all'altro capo del mondo, conoscere e scoprire cose che solo trent'anni fa erano impensabili. E invece di sfruttare questa conoscenza pressochè infinita usiamo la tecnologia a nostra disposizione per seminare cattiveria. Credendoci dei gran fighi.



Bah... ogni giorno dico che voglio cancellarmi da Facebook, poi ci ripenso, un po' perché non è colpa di Facebook ma dell'uso che certi ne fanno; e poi perché mi permette di tenermi in contatto con tante persone in qualunque momento, e questo è un privilegio che mi dispiacerebbe perdere. Però, mi costa davvero tanta nausea, davvero tanta...



Scusate per lo sfogo... mi sa che ora è meglio che vada a prendermi un bel libro (bello sì, sto rileggendo per la millemillesima volta Stagioni Diverse...), che quelli raramente deludono!



Alla prossima!

venerdì 25 maggio 2018

Il Maggio dei Libri - Libri che Viaggiano...

Buon venerdì a tutti!
Nessuna recensione oggi,ma un post dedicato a una bella iniziativa a cui ha aderito la scuola in cui insegno.
Questa mattina, intorno alle dieci, alcuni ragazzi di diverse classi dell'ITCG "Piero Calamandrei" di Crescentino, accompagnati da una manciata di docenti (tra cui la sottoscritta) sono usciti dal cortile dell'istituto per recarsi nel centro cittadino, tra le bancarelle del mercato, armati "solo" della loro voce, dei loro talenti e di una carriola carica di libri da distribuire a chiunque volesse "adottarne" uno.

Ecco la simpatica carriola, che il nostro Simone ha
scarrozzato per le vie di Crescentino 


La lettura non è solo un toccasana per vivere meglio ma anche un’attività piacevole che è di casa ovunque: nessun luogo è davvero estraneo ai libri e ai lettori. Dal 23 aprile, Giornata mondiale UNESCO del libro e del diritto d’autore, Il Maggio dei Libri rinnova il proprio appuntamento con l’obiettivo di sottolineare il valore della lettura quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile, e si concluderà il 31 maggio. 
[…] il claim del Maggio dei Libri 2018: ‘Vo(g)liamo leggere’. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro – la lettura mette le ali e consente di raggiungere attraverso i libri tutti i mondi possibili, trasportati con leggerezza dalle parole.



Queste le parole riportate sul sito del progetto Il Maggio dei Libri, cui la scuola ha aderito e sul quale abbiamo lavorato nelle scorse settimane. I ragazzi si sono attivati in diverse attività legate alla lettura e al suo significato, in particolar modo concentrandosi sul tema dell'edizione: lettura come libertà. In un primo incontro, grazie anche all'aiuto del docente di informatica, Alberto, i ragazzi si sono radunati per rispondere  a due domande riguardanti la lettura e la libertà, al fine di creare altrettanti wordcloud che evidenziassero le risposte date con maggior frequenza. Il risultato è stato questo:





Due domande distinte che però, come potete vedere, hanno evidenziato alcuni punti in comune. La parola conoscenza appare in entrambi, e se la lettura è libertà, la libertà è a sua volta felicità, salvezza, divertimento.  Da queste wordcloud è nato un dibattito interessante sul concetto di libertà, non così scontato come può apparire a prima vista; un dibattito che tra l'altro mi ha dato modo ancora una volta di constatare come i nostri ragazzi, se stimolati dalle giuste fonti, hanno menti aperte e mature e producono a volte ragionamenti così profondi che il mio amore per il mio lavoro ne trae vera linfa vitale.

In altre tappe del progetto, i ragazzi hanno scelto (aiutati anche da me e dalla mia collega/barra/ amica Eloisa - ps chissà se indovinate chi ha fornito gli stralci di testo dal racconto Rita Hayworth e la Redenzione di Shawshank?...) alcuni brani che sarebbero poi stati da loro stessi letti ad alta voce questa mattina. In questo duro compito (sembra facile declamare testi di fronte a un pubblico, ma non lo è per niente!) sono stati aiutati da due professionisti (membri di un'associazione culturale, La Quarta Parete, che si occupa di spettacoli teatrali a livello locale), i quali hanno dato loro consigli preziosi per dare ai brani letti la giusta intonazione e profondità. Facendo un gran bel lavoro, visti i risultati odierni.


Ebbene, è o non è una scaletta
di tutto rispetto?
E quindi, dopo queste settimane di preparazione, oggi finalmente è arrivato il gran giorno. I ragazzi sono stati davvero bravi, senza contare che il sole a picco e il gran caldo improvvisamente scoppiato non rendeva l'impresa facile.

Alcuni ragazzi, anziché leggere, hanno voluto allietare il pubblico con esibizioni dei loro talenti. E quindi avevamo Raffaele, con le sue doti da giocoliere; Arthur, che ha stupito tutti con le sue evoluzioni di break dance (sono rimasta basita!); Giuliana, che ha cantato splendidamente diversi brani da pelle d'oca, con una voce incredibile (e io un giorno potrò dire: "io ero la sua insegnante di inglese!!!").

Alla lettura tutti gli altri. Cecilia, Michelle, Kenza, Veronica, Martina, Lorenzo, Simone, Ioana, e ancora le ragazze della classe prima, super emozionate... Giulia, Margherita, Martina (sì, ne avevamo ben tre, di Martina) e Marika. Siete andate alla grande, ragazze!

Una delle nostre brave lettrici
A fare da cornice a tutte queste esibizioni, anche l'iniziativa di BookCrossing (e qui entra in gioco la carriola). Bookcrossing vuol dire mettere le ali ai libri; liberarli, farli viaggiare di mano in mano e di cuore in cuore. Oggi chiunque avesse voluto poteva portare via uno o più dei libri contenuti nella carriola. L'invito a tutti i BookCrossers è di portarsi il libro scelto a casa, leggerlo, e poi liberarlo di nuovo, perché possa trovare un nuovo lettore, un nuovo amico, e correre poi di nuovo libero per il mondo. All'inizio c'è stata un po' di diffidenza, da parte della gente. Comprensibile, certo. Ma poi la voce si è sparsa, e alla fine tanti libri hanno trovato mani amorevoli e menti curiose.

Queste sono iniziative belle, perché coinvolgono tutti, da chi le mette in atto a chi ne usufruisce. Un modo originale per far sbocciare nella gente la voglia di leggere. Perché è inutile obbligare, forzare. Più una cosa è forzata, più quella persona vorrà starne alla larga. Se invece la lettura diventa esperienza, come è stato questa mattina, allora è più facile far sì che le persone si stacchino dal cellulare e si aggrappino invece all'oggetto libro.


Eccoci qua, la Elo e io, stremate a fine mattinata (e se ve lo
state chiedendo, no, non ci eravamo messe d'accordo sul colore
della maglia!)

Ho voluto condividere subito con voi questa bella avventura, mentre era ancora fresca nella mia mente. Sono felice di aver contribuito e ringrazio Elo e Alberto di avermi coinvolta nel progetto. Chissà se potrò ripeterlo anche in futuro..

Alla prossima!