venerdì 27 marzo 2015

Acqua in Bocca

di Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri
2010
Gradimento 3.5 su 5

E qui si gioca in grande: due mostri sacri del giallo italiano che fanno squadra per dar vita a una storia a quattro mani, che ha per protagonisti due dei loro personaggi più famosi, Grazia Negro e Salvo Montalbano.

Lucarelli mi piace. Di suo ho già letto Almost Blue e Il Lato Sinistro del Cuore, e in entrambi i casi sono stata molto soddisfatta dell'acquisto fatto.
Di Camilleri invece non avevo mai letto nulla; ovviamente conosco il commissario Montalbano (chi non lo conosce?), ma solo per via indiretta. Le storie in linea di massima mi attirano, ma il fatto che lui scriva in italiano misto a siciliano mi ha sempre bloccato, non so, ho paura che non apprezzerei fino in fondo i romanzi perché di certo dovrei fermarmi spesso per "tradurre", per così dire. Ma non è detto che un giorno non mi cimenti, chi lo sa?

Anche perché questo Acqua in Bocca mi è piaciuto.

Ho scoperto che la scrittura di Camilleri (che qui usa sempre l'italiano) è davvero scorrevole e in certi punti pure divertente. Il romanzo è piacevole e si legge in fretta. Certo, è breve, ma non vuol dire che corto sia sinonimo di veloce. Ci sono certi racconti di una decina di pagine così noiosi che sembrano non finire mai... questo libro invece si legge in fretta non solo per la relativa brevità ma anche per la scorrevolezza del testo.


Testo che è già di per sé particolare. Il romanzo è infatti costruito in forma epistolare; la trama si dipana attraverso lettere, messaggi segreti, rapporti delle forze dell'ordine, articoli di giornale. Compaiono anche alcune fotografie (e i due protagonisti hanno qui i volti dei loro alter-ego televisivi Lorenza Indovina e Luca Zingaretti).
Devo dire che all'inizio questa tecnica narrativa mi ha fatto storcere un po' il naso. Temevo che il romanzo ne sarebbe uscito indebolito, poco avvincente. Invece i due autori, a riprova della loro bravura, sono riusciti a creare una storia interessante e coinvolgente. 

Ammetto che il finale più che con l'acqua lascia un po' con l'amaro in bocca; la storia corre per il novanta per cento su binari ben oliati per poi incepparsi un po' verso la fine, che sembra un po' tirata per i capelli. Ma tutto sommato la lettura vale il tempo speso, non solo ma soprattutto per l'originalità della stesura.

Un libro che magari non vi cambierà la vita ma che vi farà passare del tempo in modo piacevole. 

See you soon! 

Nessun commento:

Posta un commento