venerdì 6 marzo 2015

Il Mercante di Libri Maledetti

di Marcello Simoni
2011
Gradimento 2 su 5

Ci sono stati diversi elementi che mi hanno spinto a leggere questo romanzo. In primis la copertina. Obiettivamente è molto bella, con questo personaggio incappucciato dentro una cripta e una luce misteriosa che lo attende. Poi le parole libri e maledetti nel titolo. Infine quel "vincitore della 60° edizione del premio Bancarella" in copertina e alcune frasi trovate sulla pagina ufficiale di Newton Compton (Enigmatico come Il nome della rosa. Avvincente come I pilastri della terra. Un esordio che rimarrà nella storia). Un misto di Eco e Follett? Fantastico, questo libro doveva essere mio! E, sì, in più si trattava del romanzo di esordio di un giovane scrittore italiano, come non dargli un'opportunità?

Ecco... ahimè non posso dire che l'entusiasmo iniziale sia stato ben riposto...


Ora.
Non dico che il libro sia brutto. Più che altro l'ho trovato un po' lento, poco avvincente e abbastanza banale (sì, okay, non sono esattamente complimenti, vero? Mi spiace, ma davvero...)

La storia in sé sarebbe anche interessante. C'è questo Ignazio da Toledo, incasinato a livelli cosmici perché finito nel vortice della pericolosa caccia all'Uter Ventorum, un libro che si dice abbia il potere di evocare gli angeli. E quindi io qui mi aspettavo cose folli. Evocare gli angeli, santo cielo, qui spacca! Invece il tutto scorre come in punta di piedi, con il silenziatore. Non ci sono colpi di scena avvincenti, non si sta con il fiato sospeso, divorando le pagine per scoprire finalmente cosa succede poi, come i personaggi si potranno salvare, qual è la verità.
Molti degli eventi sono prevedibili, i personaggi non hanno particolare spessore e sono piuttosto banali.

Anche alcuni dettagli, qua e là, danno da pensare. Uno su tutti (questo mi è proprio rimasto impresso): uno dei personaggi a un certo punto nomina il Necronomicon di Abdul Alhazred. Ora, d'accordo, siamo in un contesto in cui c'entra anche il fantastico (e ti credo, libri che evocano angeli...). Ma volendo dare un minimo di verosimiglianza storica in un libro venduto come thriller medievale credo che non si dovrebbe far passare per realmente esistente un volume che è nato dalla fantasia di Lovecraft. Almeno, io la penso così.

Ci sono nel corso del romanzo diversi enigmi da risolvere. Questa poteva essere un'arma che, gestita bene, avrebbe permesso di fare il botto. Invece tali enigmi vengono solo mostrati, risolti con spiegazioni semplicistiche, senza rendere il lettore partecipe della scoperta.

Morale della favola, credo che qui ci troviamo davanti a un libro la cui fortuna è stata avere alle spalle un sapiente lavoro di marketing. Senza quei paragoni con Follett e Eco (siamo ad anni luce di distanza, specialmente dal secondo) di certo il libro avrebbe avuto minor diffusione. Ma a mio avviso forse me lo sarei goduto di più, senza troppe aspettative che poi sarebbero state disattese.
Non so se leggerò altro di Simoni, penso però di sì, perché è giusto dare una seconda chance e perché io faccio il tifo per gli esordienti come me. L'Italia ne ha bisogno.

See you soon!


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