venerdì 10 aprile 2015

Hunger Games

di Suzanne Collins
2009
Gradimento 4,5 su 5

E finalmente l'ho letto anche io. Dopo che lo aveva già fatto praticamente ogni abitante della Terra (in ogni caso, se non il libro, tutti o quasi ormai avranno almeno visto il film) anche io ho infine preso tra le mani il primo volume degli Hunger Games, saga di successo planetario della scrittrice statunitense Suzanne Collins. 
E che ci crediate o no, mi sono approcciata al romanzo senza avere la benché minima idea della trama. Okay, già il titolo un minimo di indizio lo dava, ma al di là di qualche vaga supposizione non avevo alcuna informazione, nessuno spoiler più o meno grande a rovinare la lettura.

Proprio come piace a me...

A un certo punto, quando più o meno avevo capito in cosa consisteva la sostanza della storia, non ho potuto fare a meno di visualizzare tre opere che ho letto tempo fa. In primis La Lotteria di Shirley Jackson; e poi due romanzi di Richard Bachman (dieci punti a chi sa chi è... okay, lo so, è troppo facile!), L'Uomo in Fuga e La Lunga Marcia (che mi era piaciuto un sacco). 
Si ritrova infatti in Hunger Games la devastazione di un futuro in cui agli esseri umani (o per lo meno  a certi esseri umani) non viene dato alcun valore; tramite una fredda estrazione annuale (qui il collegamento con La Lotteria), ventiquattro ragazzi vengono scelti per affrontarsi all'ultimo sangue in un'arena in cui non vige alcuna regola se non dare spettacolo, uccidere nei modi più atroci pur di compiacere gli spettatori che assistono a un truce reality. I 24 tributi, così chiamati perché vero e proprio prezzo che i vari distretti di Panem (l'attuale Nord America) devono pagare alla capitale Capitol City (e questo li spersonalizza se possibile ancora di più), sono burattini nelle mani degli Strateghi che gestiscono i giochi, e non hanno alcun valore se non quello dato dalla loro capacità di intrattenere il pubblico.

Non dico molto di più, metti caso che ci sia qualcuno tra voi che ancora non ha letto il libro... Vi dirò però perché il romanzo mi è piaciuto così tanto.
Non me lo aspettavo.
Sì, certo, ce lo hai già detto, direte voi.
No, non intendo dal punto di vista della trama che, a ben vedere, non è effettivamente troppo originale (basti pensare ai due romanzi di Bachman cui ho accennato sopra, per esempio). 
Non mi aspettavo una tale gestione della trama.

Young Adult, questo il genere in cui viene classificato il romanzo. Ma qui c'è un lavoro che può essere apprezzato anche da chi è ormai molto Adult e poco Young; se anziché essere teenager i tributi avessero dieci anni in più, per esempio, il libro starebbe comunque in piedi. 
C'è un susseguirsi di emozioni: paura, rabbia, dubbio, affetto, esasperazione, amore, odio, desiderio di rivalsa. E tutto questo calderone di sentimenti spesso contrastanti è gestito ottimamente tramite la narrazione in prima persona; il lettore vive tutto sul momento (il libro è scritto al presente) attraverso gli occhi della protagonista, Katniss Everdeen (che, lasciatemelo dire, è una tipa veramente tosta; definirla in gamba sarebbe riduttivo, eppure ha anche alcune piccole debolezze che riescono a renderla umana e perfettamente credibile; un bel personaggio, e non è la sola a esserlo). In pratica siamo lì con lei, viviamo attimo dopo attimo le sue paure e i suoi dubbi, sentiamo crescere in noi l'ansia ogni qualvolta il cannone spara per annunciare la morte di un tributo, segno che la vittoria può essere un passo più vicina ma promemoria che la morte è sempre dietro l'angolo, fino all'ultimo istante. 
Forse la Collins avrebbe potuto premere un po' di più l'acceleratore sul lato romantico della storia, ma bisogna pur sempre ricordarsi che si tratta di un romanzo per ragazzi (anche se, diciamocelo, un po' fa specie che, per contro, ci sia una decisa abbondanza di violenza). 
Nel complesso, però, è un libro che non solo scorre, mette proprio il turbo. Ce ne sarebbero di cose da dire, immagini forti e momenti intensi (vi faccio solo un nome: Rue. Poi mi direte... mi viene un nodo alla gola solo a ricordare...) ma rischierei da un lato di tediarvi e dall'altro di raccontarvi in pratica il romanzo in toto. 

Insomma, ci credo che ha avuto così tanto successo. 

E infatti sto già organizzandomi per leggere presto il secondo capitolo.

See you soon!

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