lunedì 22 giugno 2015

Il Magico Potere del Riordino



di Marie Kondo
2014
Gradimento 3 su 5

Buongiorno a tutti e buon inizio settimana!

Oggi deviamo un po' dal solito: anziché di un libro di narrativa, vorrei chiacchierare un po' a proposito di un manuale. 
Pur essendo io di natura piuttosto disordinata, mi piace che al contrario la casa sia in ordine; mi impegno (ahimè con risultati non sempre eccelsi... ma in fondo l'importante è partecipare) a trovare un posto per ogni cosa e rimettere, ne consegue, ogni cosa al suo posto. Seguo con interesse diversi gruppi su Facebook, come ad esempio Come Organizzare al Meglio i Lavori di Casa o Io Decluttero!, utili e vivaci microcosmi virtuali in cui ci si scambia consigli ed esperienze per rendere meno gravoso l'impegno di rendere la casa a prova di ospiti inattesi. Anche una mia amica d'infanzia, divenuta da tempo una bravissima Life Coach, organizza corsi che insegnano ad alleggerire la propria vita tramite l'ordine e l'eliminazione del superfluo.

Era dunque scontato che prima o poi volessi incontrare anche io questo "best seller internazionale, oltre due milioni di copie vendute" che risponde al nome di Il Magico Potere del Riordino, di Marie Kondo...

Parto subito col dire che questa signora Marie ha tutta la mia stima. La sua filosofia di vita e la sua disciplina sono ammirevoli.
Il fulcro del libro è: bisogna liberarsi delle cose inutili. Anzi, a dirla con lei, di quelle che non sono più in grado, o che mai lo sono state, di darci un'emozione. E questo è un concetto meraviglioso.
A me piace, ogni tanto, fare piazza pulita. Prendo un sacco (o anche due, anzi almeno tre da quando c'è la raccolta differenziata) e ripulisco armadi e cassetti. E ammetto che, a lavoro ultimato, mi sento meglio. Dà una certa leggerezza (unita a soddisfazione) aprire quel cassetto, o quell'armadio, che prima era stipato di "rumenta" come si dice qui da noi e che adesso invece "respira", libero dalle cianfrusaglie e ordinato.
Un "prima e dopo" tratto dal sito della
Kondo. Indubbiamente una bella differenza...

Nel suo libro, la Kondo fornisce dei consigli davvero interessanti. Per esempio, sostiene che occorra riordinare per categorie, e non per stanza: così non si rischia di tralasciare niente. Indica anche utili sistemi per piegare gli indumenti o riporli sugli attaccapanni (non sono del tutto convinta che piegare ogni cosa in verticale funzioni davvero, ma... chi lo sa, si può sempre provare), senza contare l'illuminazione di ritirare le borsette infilandole l'una dentro l'altra (questo è geniale). E devo dire che, a fine lettura, mi sentivo prudere le mani per la voglia di liberare la casa dal ciarpame. 
Ma la cosa che più mi ha colpita è, come accennavo poco fa, la sua distinzione tra le cose che ci emozionano e quelle che non lo fanno.
"Maneggiate le vostre cose una per una: conservate quelle che vi evocano una qualche emozione e
buttate via le altre. [...] L’attimo in cui toccherete quella cosa, capirete se vi fa battere il cuore oppure no". Un bel pensiero, no? 

Però... c'è un però. 
Nonostante la lettura sia stata interessante e, sì, anche affascinante, temo che la Kondo si spinga un po' troppo in là.
Forse è solo una questione culturale, dovuta al grande divario tra lo stile di vita occidentale e quello giapponese. 
Però in alcuni paragrafi l'ho sentita troppo distante dal mio modo di pensare. 
Difficilmente mi vedo a svuotare la mia borsetta ogni sera (già qui, se la svuoto poi al mattino come faccio a essere sicura di aver preso tutto?), salutandola e ringraziandola per avermi aiutato così bene durante la giornata. O a tenere shampoo e bagnoschiuma nel mobiletto per non fare disordine nella doccia (quante volte dovrei uscirne, grondante acqua e incavolata, perché di certo avrei dimenticato di prendere i flaconcini?). O ancora a sistemare le cose nei cassetti in ordine cromatico...
Verso la fine del volume, arriva a sostenere che chi riordina perde peso e diventa più bello (magari!): "Osservando i miei clienti, ho notato che quando eliminano i loro vestiti in eccesso riducono la pancia, quando eliminano libri e documenti la loro mente si alleggerisce, e quando riducono i cosmetici e riordinano il bagno e l’area intorno al lavandino la loro pelle diventa più liscia e luminosa. Sebbene non abbia nessuna base scientifica a supporto della mia teoria, non è interessante che la parte del corpo che reagisce sia collegata all’area che è stata riordinata? Non è meraviglioso che riordinare la casa migliori il vostro aspetto e sortisca gli stessi effetti di una dieta?". Caspita, se lo sarebbe. Ma questo mi sembra un po' troppo... bah, potrei comunque provare, non si sa mai!

In conclusione, la lettura è stata interessante; quello della Kondo è un libro che consiglio, se non altro perché invoglia a riordinare, anche se magari senza applicare alla lettera l'intero metodo Konmari, che come dicevo è forse un po' "difficile", almeno ad affrontarlo da soli. 

Buon riordino e...

...see you soon!

4 commenti:

  1. Sono d'accordo con te, è utile, interessante e di stimolo, ma va adattato alle proprie esigenze. Non si può seguire tutto alla lettera. Grazie per la recensione.

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    1. Grazie a te per essere passata e aver lasciato un commento. Alla prossima! :-)

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  2. ciao omonima :)
    sono arrivata al tuo blog dal gruppo che entrambe "bazzichiamo" su fb :)
    ho letto anche io il libro di Marie Kondo e..mi ha conquistata!
    ovviamente, essendo la sua una cultura profondamente diversa dalla nostra, bisogna riadattare in alcuni casi i suoi consigli, però mi è stato molto utile!

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    1. Ciao omonima, grazie della visita!
      Sì, la sua utilità è indubbia, solo come dici giustamente bisogna adattare alcuni dei "rituali" alle proprie abitudini e necessità. Però come ho detto nel post, dà una bella sferzata di energia positiva verso il riordino. E direi che è già un buon risultato ;-) Alla prossima ciao!

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