domenica 19 luglio 2015

Hunger Games - Il Canto della Rivolta

di Suzanne Collins
2012
Gradimento 4 su 5

Dopo Hunger Games e La Ragazza di Fuoco, eccoci infine arrivati all'ultimo incontro con Katniss Everdeen. Devo dirlo. Lei e Peeta sono tra quei personaggi che davvero mi dispiace abbandonare. Mi ci ero affezionata, soprattutto a Peeta. Povero, caro ragazzo.

Ma andiamo con ordine.

Quest'ultimo capitolo della saga è un condensato di azione, violenza e morte. In certi momenti della lettura mi tornava in mente il fatto che la serie è definita "per ragazzi" e mi chiedevo "ma quanto più adulti di noi sono i ragazzi di oggi?".
Alcune scene sono a dir poco terrificanti.

Per esempio... 


"cerco di dare un senso alla carne strappata, alle membra mancanti, di trovare qualcosa per arrestare il getto rosso che esce dal suo corpo [...] Mi muovo freneticamente tutto intorno, scavando in mezzo a pezzi di piastrelle scivolosi di sangue, rabbrividendo quando mi imbatto in brandelli di carne ancora calda". 

Oppure 

"Non capisco se stia urlando, anche se la sua bocca è spalancata. Restiamo a guardare, del tutto impotenti, mentre la carne si scioglie sul suo corpo come cera di candela".

Ma non solo. Si parla persino di ragazzi venduti come schiavi sessuali, nonché di torture fisiche e psicologiche terrificanti.
Ok, è vero. Io ho letto IT alle medie. E sono ancora psicologicamente normale (forse). Ma almeno ufficialmente quello non era un libro per ragazzi, questo sì. 

Ciò non toglie, però, che al di là del mero intrattenimento i temi trattati dalla saga sono delicati e importanti. 

C'è il super cattivo, tiranno assoluto smanioso di potere illimitato, il Presidente Snow (nella serie cinematografica interpretato da un attore di quelli con la A maiuscola, Donald Sutherland; sembra abbia detto che avrebbe voluto quel ruolo anche se avesse dovuto recitare gratis. Sarà vero? Boh... ma ci è simpatico - l'attore, non il personaggio - quindi la prendiamo per buona!). E ci sono i ribelli, che si rivoltano contro le ingiustizie in cerca di un futuro migliore di libertà e pace. Una bella base, no?

Ma le cose non sono così ben definite, bianco e nero, bene e male... ed ecco, quello che maggiormente ho apprezzato di questa saga, dettaglio riscontrabile anche negli altri due capitoli ma soprattutto in quest'ultimo, è proprio che non ci sono nette distinzioni tra buoni e cattivi. 

Ok, ci sono Capitol City e i crudeli Pacificatori da un lato e  i ribelli, che tentano di liberarsi da una schiavitù oppressiva dall'altro. Ma non tutti i Pacificatori sono poi così cattivi e non tutti i ribelli sono così buoni. Katniss, una volta arrivata nel distretto 13, base e quartier generale degli insorti, dice che 

"Per certi versi, il Distretto 13 è persino più dispotico di Capitol City" 

Nota atteggiamenti e metodi di gestione da parte dei ribelli che fanno del distretto una sorta di clone camuffato della capitale. E con il procedere della narrazione le cose si complicheranno sempre di più.

Ma a ben vedere anche la stessa Katniss ha diverse sfaccettature: è la paladina dei ribelli, la Ghiandaia Imitatrice che con il suo atto di ribellione (la storia delle bacche avvelenate alla fine del primo capitolo) ha acceso la miccia delle rivolte, la ragazza coraggiosa che si batte per la libertà; ma è anche una testarda, poco incline al rispetto delle regole, incapace di esprimere (e a volte persino di comprendere) i propri sentimenti e spesso fredda calcolatrice. 

E proprio riguardo a lei, ahimè, devo però segnalare il primo difettuccio del libro. Come ho detto è ben caratterizzata. Ma... c'è un ma
Mentre negli altri due libri Katniss Everdeen era azione pura, qui diventa quasi un accessorio della narrazione. Agisce poco ed è una cosa che a mio avviso limita il pathos della narrazione; la Ghiandaia diventa qui quasi tutta apparenza, combatte poco, spesso pure per finta a beneficio delle telecamere (che lei odia, tra parentesi); e quelle poche volte si fa sempre male. Quindi passa molto tempo lontano dalle scene e la storia scorre davanti ai suoi occhi, con lei che spesso non vi prende parte. È un'osservatrice, più che un'attrice. Da un lato non è un male, nel senso che così Katniss non diventa la classica eroina che "faccio tutto io, spacco tutto". Però un po' di azione e decisione in più da parte sua non avrebbero guastato, anzi. La Ghiandaia Imitatrice diventa quasi un'ombra di se stessa e l'intera opera, pur intensa e interessante, ne risente.

Peeta, pover'uomo, subisce cose davvero tremende. Un lavaggio del cervello e svariate modalità di tortura. In questo capitolo ci stupisce con atteggiamenti rabbiosi verso Katniss che non gli sono usuali, anche se non è affatto colpa sua (e comunque, per certi versi siamo ugualmente sempre dalla sua parte perché, diciamocelo, per come spesso l'ha trattato, la Ghiandaia qualche strigliata se la merita pure). Ma lui, anche se ho visto online che c'è chi lo definisce un povero sfigato, ci piace sempre, dall'inizio alla fine. 

Un vecchio dettaglio che troviamo anche qui è l'eterna
"lotta" tra Peeta e Gale. Un po' noioso e ripetitivo, questo tira e molla, ma
in fondo ci sta, dai. Vi dirò, io pensavo
che alla fine li mandasse a spasso entrambi, e invece... ;-)
E a proposito di fine, il finale... beh, devo dirlo, non me l'aspettavo. Nelle ultime pagine ci troviamo di fronte a una delle scene, quella che chiamerò dell'Anfiteatro, più terrificanti e disturbanti dell'intera saga. Una scena che a un certo punto ribalta le carte in tavola in un modo che... sì, qualcosa si subodorava già nel corso della narrazione, è vero. Ma questo... insomma, io non me lo sarei aspettato. 
Però... sì, devo ammetterlo. Nonostante la "sorpresa", in fondo mi ha un po' delusa. La Collins, dalla scena di cui sopra fino alla fine, liquida tutto un po' troppo in fretta. Mi sarebbe piaciuto vivere in prima persona avvenimenti che vengono invece solo elencati a posteriori, a cose già fatte. C'è un personaggio (non vi dico quale) che sparisce, finisce in un altro distretto e non se ne sa più praticamente nulla. Cavoli, e dire che era uno dei protagonisti! Non si fa così!
Insomma, sembra quasi che l'autrice, trovandosi per le mani un diamante, sia riuscita a creare un ninnolo di bigiotteria anziché un vero gioiello: l'idea alla base del finale è secondo me ottima, ma gestita male. Questa è forse una delle pecche maggiori che ho riscontrato.

Un altro piccolo difetto, secondo me, è la mancata capacità di descrizione degli ambienti, specialmente nelle scene all'esterno. Si fatica a contestualizzare bene le scene, è come se i personaggi si muovessero su un palco in penombra, con le scenografie semi nascoste. Almeno, questa è l'impressione che ne ho avuto io.

Un lato molto positivo invece, dal punto di vista della narrazione, è la capacità di spingere il lettore a proseguire la lettura. Quasi ogni capitolo si chiude con un evento inaspettato e importante. Brava quindi la Collins, secondo me, a mantenere vivo l'interesse. 

Ultima cosa che mi sento di dirvi, casomai non l'abbiate ancora letto... si piange. Oh, sì. Va bene, io sono una dalla lacrima facile. Ho rivisto qualche giorno fa, tipo per la cinquantesima volta, "La Vita è Bella". Lo conosco quasi a memoria, ma al "si ritorna a casa col carro armato, abbiamo vinto!" gli occhi lucidi, anzi, belli umidi, sono arrivati. Quindi forse io conto poco, come metro di paragone.
Però, diamine... in alcuni punti (almeno tre) mi è proprio scappato un "no!" di totale disappunto verso la dipartita di personaggi che davvero apprezzavo. E sul finale, su quella scena disturbante di cui parlavo prima, la lacrimuccia è arrivata...
Abbiamo vinto! E la lacrimuccia va... ma
aspettate di leggere la scena dell'Anfiteatro!

Beh, che dire? Alla fine consiglio la lettura. Pur con qualche difetto di forma e di gestione degli avvenimenti è un libro gradevole. Quello che dispiace è che aveva le basi per essere una vera bomba, e invece il potenziale sembra non essere stato sfruttato appieno. Ma mi è piaciuto. Mi è piaciuto soprattutto il messaggio che traspare. Combattete per la vostra libertà, sembra voglia dirci la Collins, ma attenzione a non diventare un tiranno nuovo una volta sradicato quello vecchio.

See you soon!



6 commenti:

  1. Decisamente una serie senza eguali nel suo genere, tuttavia anche io ho trovato alcuni dei difetti che hai elencato oltre ad altri.
    Per quanto riguarda il comportamento di Katniss, penso che in quest'ultimo capitolo la Collins ci voglia mostrare una Katniss abbastanza realistica, cioè dopo tutto quello che ha passato, scopre davvero a chi appartiene il suo cuore e bum! ecco che questo è diventato un pazzo che la odia e vorrebbe ucciderla, oltre alle altre mille tragedie tra cui le minacce di Snow ecc, insomma, una persona normale avrebbe un bel calo dell'umore oltre che di voglia di vivere..un po' di disfattismo ci sta in questo caso.
    Comunque per il resto sono d'accordo con te, il finale è sorprendente in tutti i sensi, io ho pianto, mi sono arrabbiata con l'autrice e alla fine fine avevo un sorriso ebete, anche se non ero del tutto soddisfatta..insomma, si poteva avere di meglio, ma anche di peggio probabilmente!

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    1. Ciao Francesca!
      Hai di certo ragione, una Katniss così è più realistica; come dicevo evita di fare la classica "eroina spaccatutto". Però... non è tanto il suo modo di fare che non mi convince, quanto quello che le capita: spesso si fa male, la vediamo risvegliarsi in un letto d'ospedale con il mondo che nel frattempo è andato avanti, è come se lei, pur essendo protagonista e narratore, fosse in realtà quasi un personaggio secondario; come se l'autrice, non sapendo bene come gestire determinati eventi, li liquidasse facendoli accadere in un contesto "esterno" e raccontandoceli di sfuggita; e questo è un peccato, potenziale non sfruttato appieno.
      Ma come ho detto, mi è piaciuto lo stesso e... sì, non mi sono guardata allo specchio, ma mi sa che pure io alla fine avevo un sorriso un po' ebete! ;)
      E hai ragione, si poteva fare decisamente peggio.
      Diciamo che sono approdata a questa saga con un certo ritardo (ma io faccio quasi sempre così con le saghe... l'unica eccezione è stata La Torre Nera, per il resto generalmente mi attirano poco, salvo poi restarne inglobata una volta iniziate! :) )
      Ti ringrazio per il commento, spero vorrai tornare a trovarmi :)
      Buonissima giornata!

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    2. Sì, in quel senso hai ragione, l'avevo pensata solo dal punto di vista del personaggio e dei suoi comportamenti, ma è anche vero che in alcuni momenti sono mancate spiegazioni approfondite o accenni più completi di quello che succedeva. Questa cosa l'avevo un po' tralasciata..!
      Ripasserò volentieri, mi piacciono le tue recensioni! :)
      Buona giornata anche a te! ^^

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    3. Grazie mille mi fa piacere! Ciao ciao! <3

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  2. Ciaoooo!!! Bellissimo blog complimenti!!! Se ti va passa da me, io mi sono appena iscritta al tuo =D

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    1. Grazie mille! Mi fa davvero piacere. Passo di certo a trovarti! Grazie ancora e felici letture <3

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