martedì 4 agosto 2015

La Guerra del Metallo Freddo

di Ivan Bruno
2015


Bentornati in questo piccolo mondo digitale che io chiamo il mio blog ;)

Oggi vi parlo del secondo lavoro di un mio "amico di penna", inteso come collega scrittore (anzi, lui è uno scrittore, io per ora sono ancora solo una specie di simpatizzante; un giorno magari anche io avrò questo onore, chissà) e non come "persona che scrive regolarmente e reciprocamente ad altre, soprattutto mediante posta tradizionale"... ma ve li ricordate, gli amici di penna? Io ne avevo un paio... era bello sbirciare ogni giorno nella buca delle lettere, sperando di trovarvi una di quelle buste colorate... la carta da lettere rosa o azzurra o con Minnie o con fiori e farfalle (i miei penfriends erano prevalentemente di sesso femminile, come potete immaginare...).
Sembra un'epoca così lontana, un'epoca in cui diavolerie come le email, Facebook o Whatsapp sembravano pura fantascienza.

E fantascienza, in questo caso, è la parola chiave: a questo filone letterario appartiene infatti il libro di cui vorrei parlarvi oggi.

L'autore è Ivan Bruno (sì, lo stesso autore di Mondi Perduti, la raccolta di racconti che ho avuto il piacere di tradurre per lui) e il romanzo si intitola La Guerra del Metallo Freddo.

Come avrete forse notato, non ho inserito come al solito un indice di gradimento. Questo per un motivo assai semplice: non essendo la fantascienza nelle mie corde, l'obiettività di giudizio poteva essere inficiata dalla mia mancanza di passione e sufficiente competenza per l'argomento. Il che sarebbe un peccato perché, nonostante la mia poca dimestichezza con il genere, devo dire che il romanzo non è affatto male. Tutt'altro.

Diamo un minimo di trama, giusto per capirci.

Siamo in un futuro lontano, dilaniato dalla guerra che i cyborg hanno dichiarato all'umanità, la quale lotta con tutte le sue forze per combattere questa minaccia. Basta. Avevo detto un minimo, no? Beh, lo sapete che non amo gli spoiler :) .

Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è il connubio molto particolare tra la fantascienza pura (cyborg, robottoni che mi hanno ricordato i cartoni animati che guardavo da bambina e teletrasporto) con i Cavalieri Templari, la Chiesa e la storia in generale. Come possono questi argomenti, all'apparenza così diversi, trovare collocazione nella stessa opera? Prima di leggere La Guerra del Metallo Freddo non avrei saputo rispondere nemmeno io, ma è un fatto che tra queste pagine i due mondi si sposano piacevolmente.
Ok, Daltanious non c'entra niente; il romanzo
è decisamente drammatico e serio, ma...
alcuni brani un po' me lo hanno ricordato!
Curiosità: un punto cardine della storia riguarda la sonda New Horizons, proprio quella di cui abbiamo tutti seguito la marcia nello spazio nel suo avvicinamento a Plutone, poche settimane fa. Ho catturato la vostra attenzione, vero?

Come vedete c'è molta carne al fuoco, qui. E quando c'è tanta carne al fuoco, il rischio che bruci è dietro l'angolo; ma nonostante tutto Ivan riesce a mantenere saldamente le redini della storia.

Devo ammettere, in verità, che certi punti sono un po' ostici. La narrazione diventa difficile da seguire, e ciò avviene generalmente durante le scene di battaglia; in quei momenti, durante la lettura, faticavo a visualizzare in maniera efficace l'azione, in certi casi sono dovuta tornare un pelo indietro per chiarirmi bene le idee. I personaggi sfumavano un po' gli uni negli altri, non sempre era chiaro chi stesse agendo e perché.

Per contro, a riequilibrare questi attimi di confusione, ho trovato brani davvero intensi e coinvolgenti, e in quei casi divoravo le pagine, curiosa di sapere cosa sarebbe successo poi. Ci sono momenti in cui la violenza e la tragedia la fanno davvero da padrone e purtroppo non risparmiano neppure i bambini; durante un paio di questi episodi, nel corso della lettura, ho provato una sincera tristezza, segno che l'autore è riuscito nell'intento di suscitare empatia nel lettore.

Ho trovato inoltre interessanti le ambientazioni; tra le tante, la migliore (pur se la meno bella dal punto di vista estetico) è secondo me il sottosuolo che funge da casa ai cosiddetti Pirati della Metropolitana: un mondo buio e asfissiante, che Ivan riesce a rendere (forse fin troppo!) reale. Bravo. 
Belle anche le descrizioni dei mezzi da combattimento e dei robot.  

Nel complesso, un libro che consiglio; personalmente mi è piaciuto molto di più Mondi Perduti, ma è molto probabile che ciò risulti semplicemente dal fatto che i racconti contenuti nella precedente raccolta sono molto più in linea con i miei gusti personali rispetto a questo romanzo.
Se però vi piace la fantascienza e amate i combattimenti, beh, questo è davvero il libro che fa per voi. 

Alla prossima!

...see you soon!



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