venerdì 11 settembre 2015

Grande Steve!

Buona giornata a tutti!

Oggi è un giorno un po' così, vero? Quattordici anni ci separano da un 11 settembre di paura e tragedia. Classica domanda: voi vi ricordate dov'eravate? Io sì, al telefono con un'amica. E guardavo sconvolta e incredula lo schermo del mio televisore mentre raccontavo a lei (fuori casa quindi impossibilitata a vedere la tv) cosa stava succedendo. Mamma mia... 

Per non parlare del presente, con le truppe russe in Siria contro l'Isis...

Uffa, un'angoscia dopo l'altra, e che diamine...

Ma non sono qui per parlare di questo.  
Sono qui per parlare di qualcosa di bello, di un riconoscimento ufficiale finalmente concesso al mio mito personale... rullo di tamburi e... applausi! Perché...

Perché ieri Stephen King (una ola, per favore, grazie!) ha ricevuto la National Medal of Arts. Cioè? Dice Wikipedia: La National Medal of Arts è un premio e un titolo creato dal Congresso degli Stati Uniti nel 1984, allo scopo di onorare artisti e mecenati delle arti. È la più alta onorificenza ad un singolo artista conferita in nome del popolo statunitense. I premiati sono selezionati dal National Endowment for the Arts (NEA), e il premio è consegnato solennemente dal presidente degli Stati Uniti. 


Orbene, parliamone, amici. Soprattutto voi, quelli che dicono che King è solo un autore commerciale, che scrive solo per far soldi e che, anzi, ha un intero squadrone di tizi che scrivono per lui in modo da fargli fare i miliardi. Che i suoi romanzi sono solo fuffa e che uno che scrive storie horror o thriller o fantasy non è un vero artista (sono certa che Tolkien si rivolti nella tomba ogni volta che qualcuno pronuncia questa frase...)

Scusate la vena polemica, ma mi è capitato di sentirne parlare così e questa è una piccola rivincita personale. Cosa me ne viene in tasca? Beh, niente. Ma, insomma, è come per un tifoso di calcio vedere la sua squadra vincere la Champions ;) 

Il Presidente Obama ha affermato che King è "uno degli scrittori più popolari e prolifici dei nostri tempi, che riesce a combinare la maestria nel raccontare storie con l’acuta analisi della natura umana". 

Ed è vero. Perché al di là del mero intrattenimento, in molte delle sue opere si può ritrovare una forte componente introspettiva. I personaggi non sono mai (o quasi mai... ci arriverò) insipidi o stereotipati, prevedibili o noiosi; ognuno, spesso anche quelli minori, ha una sua storia alle spalle che traspare dalle sue azioni. Specie chi ha letto L'Ombra dello Scorpione, secondo me uno dei suoi capolavori, saprà di certo di cosa parlo. 
Il mio primo incontro con il Re, alle medie. Quindi
sono... quanti anni fa?... Ahhrgh! Troppi...!

E anche se è vero che ultimamente ha preso qualche scivolone (scusa, Steve, ti stimo e tutto quanto ma... ecco, Joyland proprio no! Sicuro di averlo scritto tu?... ecco, era qui che volevo arrivare prima... beh, ma anche i migliori possono sbagliare! Almeno, a me non è piaciuto...) la sua bravura credo sia assolutamente innegabile.

Oggi ho la conferma che la mia decisione di scrivere la tesi di laurea su di lui sia stata un'ottima idea. Ci ho visto lungo, eh? Eh già, lo sapevo che saresti arrivato lontano, signor King! E, a proposito, visto che ci siamo quasi, ti anticipo gli auguri: buon compleanno! 

(Ehi, che dite, li leggerà i miei auguri? ;) )

Alla prossima e...
...see you soon!

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