venerdì 27 novembre 2015

Fino alla Fine della Rete

di R.V. Beta
2014

Ciao e buon Black Friday a tutti!

In questa giornata di sconti pazzi e shopping forsennato, qui sul blog ci addentriamo in un reame che non è il mio. Ho infatti appena finito di leggere un romanzo dai molti aspetti cyberpunk, una corrente letteraria che non amo particolarmente. 
Nella mia vita ho abbandonato senza finirli solo due romanzi, e uno era, appunto, un noiosissimo e complicatissimo cyberpunk (non me ne vogliano gli amanti di questo filone della fantascienza...)

Questa volta, però, mi è andata bene! ;) Nonostante la scarsa familiarità con il genere, devo dire che Fino alla Fine della Rete non mi è dispiaciuto. 


I protagonisti della vicenda sono due: Yuuki, una hacker ribelle e grintosa, e Daisuke, annoiato da un impiego in una multinazionale che non gli regala la vita piena che vorrebbe. I due non potrebbero essere più diversi ma si trovano a percorrere un tratto di strada, per così dire, insieme.

La storia si gioca su due fronti: quello reale e quello della realtà virtuale, che però non è sempre quella che ci si aspetterebbe: non sempre c'è la fluidità cui siamo abituati oggi, tempi in cui i videogiochi hanno un'accuratezza grafica pazzesca (penso ad Assassin's Creed, per esempio). 
Qui, invece, in alcuni momenti è come essere rimandati indietro agli anni Novanta. In una delle pagine del sito ufficiale di R.V.Beta troneggia un'immagine di Lara Croft ai suoi albori. Io quella Lara me la ricordo: avevo il primo Tomb Raider, e all'epoca mi sembrava stupendo. Guardandolo ora, però, la differenza con il presente si nota, eccome! 
Ecco la Lara Croft originale, con cui giocavo eoni fa.
Non somiglia molto ad Angelina Jolie, vero?

"Daisuke sentiva ora la voce di Jampa solo nell'orecchio destro. Guardò le sue mani, sembravano guanti rosati senza dettagli sulla superficie: nessuna vena in rilievo, nessun pelo o macchia della pelle. Le dita erano ridotte a semplici parallelepipedi." 

Questa descrizione assomiglia abbastanza alla foto qua sopra, no?

Comunque, tornando a noi. 
Data la mia scarsa dimestichezza con il genere, non posso permettermi commenti sulla trama, sulla sua verosimiglianza o sulla sua originalità. 
Posso però commentare lo stile. 
E quindi eccomi: la scrittura non è male, è scorrevole, fluida e rapida. Non ci sono punti morti, l'azione prosegue (anche se in molti punti mi perdevo... specie nei momenti particolarmente "tecnici" un po' mi si incasinavano le sinapsi!) e i personaggi seguono abbastanza fedelmente il loro ruolo. 

Inoltre, ho apprezzato il fatto che, nonostante il leit motiv della storia sia, per ovvi motivi, la fredda tecnologia, ci sia posto anche per i sentimenti e le emozioni più umane. Ho particolarmente apprezzato, devo dirlo, una scena che riguarda due personaggi minori; Ernest, un uomo affetto da una malattia professionale incurabile che decide di ottenere una sorta di "immortalità" entrando nella realtà virtuale di Crystal City, e Mary, colei che lo deve guidare verso questa nuova "vita". Lui pone le ultime domande, lei gli risponde; ma possiamo anche leggere la paura di lui e il senso di colpa di lei, consapevole di nascondergli parte della verità. L'ho trovato un passaggio particolarmente "umano" del libro.

Quindi la lettura è consigliata, specie agli amanti della tecnologia e dei computer, che troveranno tra queste pagine il loro pane quotidiano. 

Buona lettura e...
...see you soon!


Nessun commento:

Posta un commento