mercoledì 11 novembre 2015

MOVIES - Clown

2014
Regia di Jon Watts.
Gradimento: 4 su 5

Ciao amici!

Ebbene sì, ultimamente, mi è capitato piuttosto spesso di guardare un film horror e restarne delusa. Trame sciocche, finali prevedibili, uso a mio avviso eccessivo dello stile "found footage" che, diciamocelo, i primi tempi andava anche bene (per lo meno c'era l'effetto novità), ma che ora comincia a stancare: le pellicole sembrano tante fotocopie, cambia qualcosa nella trama ma alla fine della fiera sono tante minestre riscaldate.

Per questo motivo, ogni volta che mi accingo a vederne uno, vado giù con i piedi di piombo e seguo la regola dello "spera per il meglio ma aspettati il peggio". Ho iniziato così anche la visione di Clown, ma mi è andata bene: mi aspettavo il peggio, invece ho trovato, se non proprio il meglio, comunque un film che merita.

Piccola premessa.
Odio i clown. 
Con due importanti eccezioni:
1. Pennywise (come si fa a non amarlo, caro, inimitabile Pennywise? Cosa sarebbe il mondo senza i tuoi palloncini colorati? Sei e sempre sarai uno dei miei idoli!) e
2. i clown che fanno divertire i bambini nelle corsie degli ospedali (veri e propri angeli sulla Terra).

Unico e inimitabile Pennywise...
Tolti questi, i pagliacci in ogni loro forma e manifestazione mi danno il voltastomaco. Non che mi facciano paura, non soffro di coulrofobia (ebbene sì, la paura dei clown ha pure un nome). Ma anziché farmi ridere mi mettono a disagio: vedere un faccione colorato di bianco, un naso rosso e una parrucca gonfia e riccioluta mi fa insorgere una tristezza e un disgusto senza pari. Sì, a dispetto della loro funzione nella società, li trovo oltremodo tristi e imbarazzanti.

Quindi avevo un motivo in più per accostarmi a questa pellicola con molta diffidenza. 

Prima cosa che invece ho apprezzato: la storia inizia subito. Non ci sono preamboli, né falsi indizi su cosa potrebbe capitare.
Festa di compleanno del bambino (il quale, Dio solo sa perché, ha una passione smodata per i pagliacci); il clown che era stato chiamato per lo spettacolo avvisa che non può andare; la mamma chiama il papà, Kent, agente immobiliare, il quale casualmente (?) si trova in quel momento nella cantina di una delle case che dovrebbe vendere. Apre un baule e che ci trova dentro? Indovinato, un bel costume da clown.
Qui lo spettatore capisce subito che sarà quella la causa di tutti i mali (e si sente anche già spiazzato, almeno a me è capitato così, perché si rende subito conto che il buon padre di famiglia ne subirà le dirette conseguenze).
Il costume, infatti, in realtà è la pelle di un demone islandese (la storia è interessante: i clown sarebbero in realtà un'evoluzione di una creatura demoniaca. Non ho verificato e dubito fortemente che sia vera, ma è alquanto affascinante! Perché poi dalla sua pelle sia nato un costume, non si sa!), dal volto pallido e il naso rosso per il freddo, che divorava bambini (un'altra eco del nostro Pennywise...). 
Il brav'uomo, quindi, inizia una lenta ma inesorabile trasformazione, dato che non c'è modo di togliersi di dosso quel costume...

Il Cloyne, demone da cui deriva, secondo
il film, la versione moderna dei pagliacci

E a parte qualche momento che risulta (non so se volontariamente o no) comico*, il film prosegue pian piano verso un finale agghiacciante.
*Per esempio, notiamo che il sangue del cattivone è multicolore... ora, va bene che è un clown, ma è anche un demone. Magari evitare l'arcobal-emo (stesso dicasi per la parrucca) poteva essere una scelta migliore?... Ma sono pareri personali, per carità.

Dicevamo, il terrore è assicurato. Mi è piaciuta molto la resa della trasformazione; essa è lenta ma costante. Kent lotta fino allo stremo per non soccombere al male che si sta impossessando di lui, il quale però riesce a vincere i suoi tentativi di resistergli.

Per certi versi, poi, la storia richiama le fiabe classiche (quelle vere, non quelle edulcorate dalla Disney - che io adoro, per carità). Il demone, come la strega di Hansel e Gretel o il Lupo Cattivo di Cappuccetto Rosso, mangia i bambini... e gli brontola pure lo stomaco quando ce ne sono nei paraggi... 
Alcune scene sono a dir poco terrificanti. Quella del bimbetto rompiscatole, per esempio. Non si vede nulla, non siamo lì a guardare il mostro consumare il suo pasto. Ma quasi di sfuggita notiamo ossa rosicchiate sul pavimento quando lui se ne va... brividi, orrore, raccapriccio!
Per non parlare di alcuni momenti disgustosi (se ripenso a cosa capita quando Kent cerca di togliersi il naso finto, mi viene ancora un po' di voltastomaco...).

Comunque, in sostanza. A me Clown ha fatto abbastanza paura (forse perché le vittime sono i pargoli, se il mostro avesse mangiato adulti avrebbe fatto meno impressione? Credo di sì), quindi mi sento di consigliarne la visione. Ma se già prima i costumi da pagliaccio mi piacevano poco, ora col cappero che mi metterò mai addosso uno di quei cosi!


See you soon!

2 commenti:

  1. Ho paura solo a leggere la recensione.
    Comunque, come fai ad amare it?

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    Risposte
    1. Eh eh... amare nel senso di apprezzare il personaggio, che credo sia uno dei "cattivi" migliori della storia della letteratura. Poi ovvio che se me lo trovassi davanti con un palloncino in mano scapperei a gambe levate!!!!! ;) :)

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