giovedì 10 dicembre 2015

Christmas Songs #1

Ciao amici lettori!

Oggi è il 10 dicembre, Natale si avvicina sempre più... che bello! 
Ebbene sì, il Natale è una festa che ho sempre adorato. Si può dire che lo aspetto tutto l'anno con la stessa trepidazione dei più piccini. Il giorno dell'Immacolata a casa nostra sono apparsi presepe e albero, e da allora in auto ho inserito il cd con tutte le mie canzoni natalizie preferite, in modo da ascoltarle tutti i giorni mentre porto i bimbi a scuola.

Ed è proprio di  canzoni natalizie ♫ che vorrei chiacchierare nei prossimi giorni. 


Quante ce ne sono? Un'infinità. Si possono dividere sostanzialmente in due gruppi

Le prime, quelle un po' più "serie", per così dire, sono quelle legate al reale significato del Natale, quello di cui in tempi consumistici, tutti presi a cercare i regali più belli (cosa che però mi piace, è bello tribolare nella ricerca del regalo giusto: quello che, lo sappiamo, dipingerà un sorriso di gioia sul volto di chi lo riceverà), persi fra centri commerciali e siti di e-commerce, tendiamo a dimenticarci: Natale è la ricorrenza che festeggia la nascita di Gesù. E quindi a questo primo gruppo appartengono quelli che in inglese si chiamano carols, ovvero canti natalizi: in Italia, per esempio, possiamo elencare Tu Scendi dalle Stelle o Astro del Ciel (Silent Night in inglese, Stille Nacht in tedesco, e così via), mentre dal mondo anglosassone la bellissima O Holy Night (mi dà sempre i brividi, sia nella versione cantata da Josh Groban che in quella delle Celtic Woman, fantastica) oppure Joy to the World (anche se sembra che in realtà essa si riferisca più alla seconda venuta del Messia che alla prima, è comunque uno dei canti natalizi anglosassoni più famosi). 

Il secondo gruppo è quello formato da canzoni che si riferiscono non al Natale religioso ma a quello laico. Che è comunque un bel Natale, visto che promuove in ogni caso l'amore, l'importanza della famiglia, l'altruismo e così via. È il Natale di Babbo Natale, del vischio e dei regali. E qui troviamo classici come Jingle Bells, Santa Claus is Coming to Town o Rudolph the Red Nosed Reindeer.

Ed è proprio con quest'ultima che vorrei iniziare questo percorso che ci porterà fino al 25 dicembre. 

Chi non conosce le renne di Babbo Natale? Beh, tutti le abbiamo viste, disegnate sulle pagine di un libro per bambini o intente a trainare la slitta, circondate da scintille e accompagnate dal suono dei campanelli, in un cartone animato o un film. Ma quante sono, e come si chiamano?
Secondo la tradizione, sono otto: Comet, Dancer, Dasher, Prancer, Vixen, Donner, Blitzen e Cupid
Ma c'è chi racconta un'altra storia...  

You know Dasher and Dancer and Prancer and Vixen
Comet and Cupid and Donner and Blitzen, 
But do you recall?
The most famous reindeer of all?

Rudolph the Red-Nosed Reindeer
Has a very shiny nose
And if you ever saw it
You would even say it glows.
All of the other reindeer's
Used to laugh and call him names
They never let poor Rudolph
Join in any reindeer games

Then one foggy Christmas Eve, 
Santa came to say, 
Rudolph with your nose so bright, 
Won't you guide my sleigh tonight?

Then all the reindeer loved him, 
As they shouted out with glee, 
Rudolph the red-nosed Reindeer
You'll go down in history! 



La canzone ci presenta la nona renna, Rudolph
Rudolph, poverino, aveva un naso rosso grande e luminoso. Tutte le altre renne lo prendevano in giro e non lo lasciavano mai giocare insieme a loro. Ma poi... una notte di Natale, Babbo era nei guai. C'era una nebbia fitta, che gli impediva di uscire con la sua slitta per consegnare i regali ai bambini del mondo. Fortuna che c'era Rudolph! Babbo Natale lo attaccò alla slitta, davanti a tutte le altre renne, e grazie al suo naso rosso Babbo riuscì a guidare in mezzo alla nebbia e a fare tutte le sue consegne. Rudolph non era più un emarginato, non veniva più preso in giro per il suo naso a semaforo, tutt'altro: il piccolo Rudolph divenne la renna più famosa di tutte!

La canzone è in sostanza la versione in musica di un racconto di Robert L. May del 1939. A me piace perché è molto allegra e veicola inoltre un messaggio importante: spesso quelli che vengono visti come difetti possono invece essere dei vantaggi, quindi è meglio non giudicare, non prendere in giro chi è diverso da noi. Potremmo scoprire che la sua diversità è proprio ciò che lo rende unico, speciale e importante.

Alla prossima!

See you soon!






Nessun commento:

Posta un commento