mercoledì 23 dicembre 2015

Christmas Songs #14

Ciao a tutti amici!

Ormai ci siamo... oggi è il 23, antivigilia di Natale! Ancora poche ore per finire di acquistare tutti i regali e organizzare al meglio questo lungo fine settimana che ci attende. 

Comunque sia, siamo arrivati al penultimo appuntamento con questo countdown musicale. Come vi avevo promesso nel post di ieri, oggi vorrei chiacchierare di una canzone decisamente moderna, ma che a me piace davvero molto e che veicola un bel messaggio, più che adatto a rinvigorire lo spirito natalizio.

Il brano, del 1971, è stato scritto da un signore tutt'altro che sconosciuto...

So, this is Christmas
And what have you done?
Another year over
And a new one just begun

And so this is Christmas
I hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young

A very merry Christmas
And a happy New Year
Lets hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
For weak and for strong
For rich and the poor ones
The road is so long

And so happy Christmas
For black and for white
For yellow and red ones
Let's stop all the fight

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

And so this is Christmas
And what have we done
Another year over
And a new one just begun

And so happy Christmas
We hope you have fun
The near and the dear one
The old and the young

A very merry Christmas
And a happy New Year
Let's hope it's a good one
Without any fear

War is over
If you want it
War is over
Now

Il "signore" in questione, ora che avete letto il testo sicuramente lo saprete già, è John Lennon. Egli scrisse Happy Xmas (War is Over) principalmente come protesta contro la guerra in Vietnam. Scopro ora che Lennon si è ispirato, per quanto riguarda la melodia, a una ballata folk dal titolo Skewball (in effetti, ascoltandola, non non ci possono essere dubbi a riguardo!) 

Che belle le ultime parole... "La guerra è finita, se tu lo vuoi. Ora". Eh, magari... :( 

Ho letto un libro, ultimamente. Vi si parlava di quello che viene chiamato "effetto Maharishi", secondo cui "un certo numero di persone collegate tra loro da uno stesso identico pensiero possono produrre un’influenza sulla coscienza collettiva provocando una serie di risultati visibili, concreti e misurabili"; si fa riferimento a un esperimento, risalente al 1976, che coinvolgeva una comunità di volontari. Questi dovevano praticare un programma di meditazione al fine di favorire la pace nelle aree urbane di quattro città degli Stati Uniti; a quanto sembra, quando l'1% di una comunità praticava tale meditazione, il tasso di criminalità si riduceva in media del 16%. 

Come dire che il pensiero collettivo, se indirizzato correttamente, plasma la realtà.

Non so se sia vero, si leggono tante cose in giro e spesso si scopre che sono bufale o comunque notizie distorte ad arte. L'intero libro, in effetti, mi sembra "un po' troppo bello per essere vero", ma è stata una lettura comunque interessante. 

E sapete una cosa? Questo concetto della "mente collettiva" mi piace così tanto che io, proprio io, appassionata di leggende metropolitane e pronta a "sbufalare" sempre ogni notizia falsa in cui mi imbatto, non sono andata a verificare. 
Non per pigrizia, ma volontariamente. 
Per continuare a crederci, un po' come i bambini credono a Babbo Natale.
Ma ci pensate, se davvero bastasse questo? Se bastasse, che so, la notte di Natale, a mezzanotte, pensare tutti intensamente "basta!" per far sì che la gente smetta di ammazzarsi a vicenda? Non sarebbe il più bel miracolo di Natale?

Con questo barlume di speranza natalizia (lo so, sogno ad occhi aperti... ma è gratis e male non fa) vi saluto e vi do appuntamento a domani, per l'ultima puntata e gli auguri di Buon Natale!

See you soon!




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