domenica 3 gennaio 2016

Chi Perde Paga

di Stephen King
2015


Ciao a tutti e soprattutto BUON ANNO!
Spero  abbiate festeggiato bene come me, il mio capodanno è stato all'insegna del divertimento e delle risate, mi auguro sia stato lo stesso per voi.

E come inaugurare un nuovo anno se non con una recensione sul mio idolo di sempre, Stephen King?

Tempo fa vi avevo parlato del primo libro della cosiddetta "trilogia Hodges", Mr Mercedes. Vi avevo detto che, pur essendo molto diverso dal King classico, mi era piaciuto molto. 

E questo secondo...?

Il discorso, nel caso di Chi Perde Paga, è piuttosto complesso e vede, almeno a mio parere, vere perle unite a un problemino di fondo. (Comunque, è bene chiarirlo subito, il mio giudizio è decisamente positivo!)

Come si dice, via il dente via il dolore, quindi partiamo subito da ciò che non mi ha convinto. 
Vale a dire, Chi Perde Paga non è il secondo libro di una trilogia. O meglio, lo è, ma non lo sembra affatto (a parte un piccolo dettaglio che vi svelerò dopo).
Mi spiego meglio.

Mr Mercedes era un romanzo il cui protagonista era il detective Bill Hodges. Chi Perde Paga è un romanzo in cui Bill Hodges è un personaggio secondario. Il libro poteva stare in piedi da solo anche senza di lui? Mi sa di sì...
Per gran parte del libro, il detective non compare. Rispunta fuori quasi per caso, e insieme a lui fanno ritorno sulla scena Holly e Jerome, due personaggi a mio parere splendidi ma a cui qui non è dato il giusto spazio, il meritato respiro vitale. 
I tre si muovono in sordina, sembrano messi lì per un obbligo morale, come se King avesse detto "ok, devo scrivere un altro libro di Hodges, troviamo il modo di farcelo entrare".

Tutto questo non sarebbe neppure un grosso problema, se non che il lettore (o per lo meno io), aspettandosi di ritrovare Hodges e compagni, rimane spiazzato nel momento in cui, arrivato un bel po' avanti con la trama, non ne vede ancora l'ombra. Vero, si fa subito un riferimento all'assassino della Mercedes; ma ai fini della storia se anche il padre di Pete Saubers (il vero protagonista del romanzo, ma ci arriveremo) si fosse ferito per un incidente o cascando dal tetto mentre montava le luci di Natale non sarebbe cambiato nulla. 

Per questo si creano delle aspettative che vengono disattese, e la cosa nuoce a un libro che, comunque, non per essere ripetitivi ma vorrei che fosse chiaro, è molto bello.
Un taccuino Moleskine

Tra l'altro, il romanzo tocca corde che ogni vero lettore non può non sentir vibrare. Fulcro della storia, una collezione di manoscritti inediti di un grande scrittore (John Rothstein), raccolti in taccuini Moleskine all'interno di un baule. Un vero e proprio tesoro, per il quale c'è chi sarebbe (anzi, è) disposto a uccidere.

Immaginiamo di trovare un baule pieno di inediti di King, e di sapere di essere gli unici al mondo, a parte l'autore, ad aver posato gli occhi su quelle pagine... un pensiero che fa girare la testa, o no? 

Ma tornando al libro. 
Come dicevo, i veri personaggi principali sono altri. 

Il protagonista, Pete Saubers, classico bravo ragazzo che incappa per caso nel baule suddetto, e l'antagonista, Morris Bellamy, assassino di Rothstein, ossessionato dai taccuini e dal personaggio da questi creato, Jimmy Gold. Nel bene (Pete) e nel male (Morris), sono entrambi personaggi strepitosi. Mi sono piaciuti, li ho trovati reali, vividi, intensi. Fa paura riconoscersi in alcuni pensieri di Morris Bellamy, per quanto malati. Traspare in lui una follia, un'ossessione che però è la stessa (seppur moltiplicata tanto da raggiungere la pazzia) che c'è in ogni lettore, soprattutto in ogni "fedele lettore", come King chiama i suoi fan. Quando Rothstein scrive l'ultimo romanzo della serie di Jimmy Gold, Morris si sente tradito dall'autore per come ha "ridotto" il suo protagonista. Una rabbia che ricorda quella di Annie Wilkes... 

A parte il primissimo capitolo, che ci butta subito nell'azione e nel dramma (con un incipit a mio avviso spettacolare: "Svegliati, genio!"), la prima parte del libro non "corre" tanto. È bella, interessante e coinvolgente, ma per certi versi tranquilla. Poi il romanzo inizia a premere sull'acceleratore e, come una biglia su un piano inclinato, prende velocità per non fermarsi più. Come avviene spesso nella realtà, le cose avvengono tutte insieme, tutte all'ultimo momento. Parte una lotta contro il tempo, una caccia all'uomo forsennata nel tentativo di salvare un'intera famiglia da un'ossessione di anni. 

Per concludere, altre due cose mi sono piaciute. 

La prima, e tra parentesi l'unico vero filo conduttore che unisce i primi due romanzi della trilogia, è la presenza, seppur appena accennata, di Brady Hartsfield, il cattivo super cattivo, l'unico e solo Assassino della Mercedes. E in più, piccola ciliegina sulla torta... chissà che nel terzo capitolo non sopraggiunga un King più classico, con quel tocco soprannaturale che non guasta mai...

La seconda, una considerazione che King fa verso la fine attraverso i pensieri del personaggio di Pete:

Quelle lacrime [...] confermano il potere profondo della fantasia (grassetto mio). Ecco come mai migliaia di persone sono scoppiate in singhiozzi dopo aver appreso che Charles Dickens era morto di ictus. Ecco come mai uno sconosciuto per decenni ha messo una rosa sulla tomba di Edgar Allan Poe ogni 19 gennaio, il compleanno dell'autore.

Con questa bella citazione vi saluto, aspettando con trepidazione il prossimo giugno e l'uscita dell'ultimo volume della trilogia, End of Watch.

Ovviamente noi ci ritroveremo ben prima, con nuove recensioni e con la ripartenza nei prossimi giorni della rubrica KINGvsKING.

See you soon!





2 commenti:

  1. Questo libro è stata la mia ultima lettura del 2015, ho chiuso davvero con il botto. Concordo su quello che hai scritto, anche io ho avuto le tue stesse impressioni. Sono sicura che l'ultimo libro della saga sarà una vera sorpresa, o meglio, un ritorno di King alle sue radici...Perché è lui che ce lo vuole lasciare intendere, con quel finale che suggerisce terribili accadimenti. _Aspetterò con ansia!
    Paola

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    1. Sì anche io non vedo l'ora di leggerlo, le premesse ci sono tutte con Brady e le sue strane... attività! Grazie di essere passata! :)

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