lunedì 11 aprile 2016

KINGvsKING - 14 puntata

Amici! Buona settimana a tutti!
Oggi parliamo di... 
Pseudonimi, questi sconosciuti. 
O meglio, questi grandi della scrittura nascosti dietro nomi fittizi. 
Ho riletto per caso giusto qualche giorno fa una notizia del 2013 su un romanzo giallo di J.K. Rowling; il libro, scritto per l'appunto sotto pseudonimo, ha venduto poche copie, così poche da farlo definire un flop. Questo finché non è stato svelato il trucco: appena è trapelata la notizia che il Tal dei Tali scrittore esordiente Robert Galbraith altri non era se non la "mamma" di Harry Potter, eh beh, allora sì che c'è stato un vero e proprio boom di ordini!

Diciamocelo, il nome di un autore famoso è una garanzia, un po' come comprare sempre la stessa marca di yogurt perché è famosa, la conosciamo e, mah, quella roba lì nuova che costa pure meno sarà poi buona? Ci si affeziona, con buona pace dei poveri esordienti (un minuto di silenzio per cortesia) che devono combattere strenuamente con il concetto che "famoso = migliore". 
Si sa, non sempre è così (quante delusioni da autori super blasonati e quante meraviglie spuntate fuori da artisti semi sconosciuti!), ma che ci vogliamo fare? 
Credo sia la natura umana, specie quando si parla di quella razza particolare di lettori conosciuta con il nome di fedeli lettori, per dirla con King. Perché un vero fan ha la visione selettiva, potrebbe leggere quel nome sulla copertina di un libro che sta in mezzo a mille altri su una bancarella (e vederlo mentre si trova nella panetteria sull'altro lato della strada!). 
E quando lo vede si sente quasi come se avesse incontrato un caro amico per strada. 
Non è forse vero, fedeli lettori di ogni luogo e generazione? ;)

Comunque sia, mi sto dilungando con questo argomento semplicemente perché i libri che andranno a sfidarsi oggi nella rubrica KINGvsKING sono tutti a firma Richard Bachman, che come molti sanno è stato lo pseudonimo di Stephen King. Per la precisione, stiamo parlando di:

Uscita per L'Inferno (1981), L'Uomo in Fuga (1982), 
L'Occhio del Male (1984) e Blaze (2007)

Se devo dare io un'opinione, personalmente voterei per L'Occhio del Male. Se ripenso a quel "Dimagra" mi vengono ancora un po' i brividi, e ricordo di aver letto il romanzo tutto d'un fiato, perché davvero volevo capire come andasse a finire... e poi il tanto atteso finale mi ha spiazzato, letteralmente. Mi ha fatto stare pure un po' male, ma a pensarci bene bisogna ammetterlo. Non poteva finire che così... non dico di più per non fare spoiler a qualcuno che ancora non l'abbia letto, vi dico solo che... no, basta, mi direte voi!...
Tra i quattro, Uscita per l'Inferno è quello che mi ha colpito meno (credo sia l'unico libro di King che io abbia letto una sola volta, almeno tra quelli più datati), anche se mi ha lasciato un enorme senso di vuoto (sì, l'ho trovato un po' deprimente...).
Blaze è un libro bellino, non uno dei suoi capolavori, comunque godibile e intenso al punto giusto; su L'Uomo in Fuga niente da eccepire, un libro su un ipotetico futuro in cui l'umanità si diletta con show violenti in cui i concorrenti mettono a rischio la propria vita per... no, non sono gli Hunger Games! ;) (Lo vedete, l'ho sempre detto io che King ha la vista lunga... già nel 1982 era sul pezzo!)

E voi, cosa ne pensate? Potete cliccare qui per votare il vostro preferito.

See you soon! :)

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