martedì 31 maggio 2016

Vita nuova... o quasi

Buongiorno amici lettori!

Immagino abbiate notato qualche piccola variazione nel layout del blog. Colori diversi, disposizione diversa dei contenuti... i quali, in effetti, saranno leggermente differenti. Non di molto, ma quel tanto che basta per far sì che il mio angolino virtuale tenti un piccolo salto in avanti. 
Finora questo è stato poco più di un diario, un luogo in cui io potevo semplicemente dire tutto quello che mi passava per la testa, senza nessuna particolare ambizione, per lo più a senso unico. Un gioco, e basta.
Ora vorrei che il blog prendesse una strada leggermente diversa. Niente di drastico, tranquilli. Solo vorrei dare a queste pagine un'impronta meno giocosa (almeno in parte) e un pochino più seria. Anzi, come fine ultimo, più funzionale.

Ho pensato e ripensato a quali argomenti trattare per poter unire, per così dire, l'utile al dilettevole.

E la risposta, come spesso capita, l'ho trovata quando meno me l'aspettavo: sul lavoro.

Mi sono trovata a proporre ad alcuni dei miei studenti un racconto di Ambrose Bierce, An Occurrence at Owl Creek Bridge. L'ho letto loro nel corso di un'ora di lezione; a voce alta, in inglese, spiegando man mano cosa stava accadendo per far fruire loro meglio le emozioni date dalla pagina.
Ebbene, mi sono divertita un mondo.
Anche se alla fine dell'ora ero senza fiato (faccio i miei complimenti a quegli artisti, per esempio quelli che producono audiolibri, che lo fanno quotidianamente per mestiere) ero soddisfatta. Perché anche se non tutti i miei uditori hanno effettivamente apprezzato (c'è da dire che la difficoltà di fruire di un testo in lingua originale, pur con tutte le spiegazioni del caso, è un ostacolo non da ridere) per me è stato bello pensare di aver fatto loro conoscere un autore di cui ancora non avevano sentito parlare. Mentre raccontavo loro alcuni aneddoti sulla sua vita mi sentivo come se stessi nuotando in acque tranquille e familiari.
Stessa cosa quando parlavamo di storia dell'America, della sua scoperta, della sua colonizzazione, delle guerre che ha combattuto e dei personaggi principali che lì hanno avuto i natali.

Ho rivissuto quei momenti in cui ho scoperto il mio amore per la produzione letteraria d'oltreoceano.

E pensare che all'epoca si trattava solo di un esame da aggiungere al piano di studi; incerta se scegliere Letteratura Nordamericana o altro, ho pensato "ma sì, la cultura USA mi piace abbastanza, amo Stephen King, mi piace moltissimo Poe... quasi quasi metto questo".
Ed è stato amore a prima vista.
La letteratura italiana non mi dispiace, certo; alle superiori la studiavo volentieri e riconosco che tanti sono gli autori pregevoli che nei secoli si sono avvicendati nel Bel Paese.
Ma dopo aver conosciuto a fondo gente come Hawthorne, James, Dickinson, Whitman, il Bierce di cui sopra, Fitzgerald, Salinger, Frost, Hemingway, Nabokov, e ora mi fermo perché se no andrei avanti per ore... dicevo, dopo aver conosciuto bene questi personaggi... beh, lo so che ora mi attirerò le ire di molti ma... ho scoperto che la letteratura USA mi piace mille volte più di quella italiana (ok, uccidetemi pure, ma non cambierò idea! ;) ).
La trovo fresca, vitale, ricca e intensa. Ho adorato studiare i suoi esponenti e leggere le loro opere.

E mi sono detta: se portassi tutto questo anche sul blog?

Se cercassi, tramite quelle pagine virtuali, di far conoscere a fondo la storia e la letteratura nordamericana? Magari questa mia piccola creatura potrebbe diventare un luogo in cui gli studenti che ne abbiano bisogno possono trovare spunti o informazioni, e che c'è di meglio che divertirsi fornendo anche un servizio utile?

Per questo ho pensato, come dicevo sopra, di dare un taglio meno giocoso e un po' più professionale al blog.

Continuerò a recensire i libri (magari anche i film) che mi capita di incontrare per la strada e, nel caso, esporre le mie opinioni riguardo notizie o eventi che catturino la mia attenzione.

Ma soprattutto vorrei provare a distribuire un po' di letteratura made in USA; non solo con i miei pensieri e opinioni, ma proprio partendo dal presupposto di voler insegnare, o quantomeno trasmettere qualcosa (sì, diciamo trasmettere, è meglio; non mi sento così in gamba da poter addirittura insegnare qualcosa qui; ma posso benissimo trasmettere quello che gli altri hanno insegnato a me e che soprattutto mi hanno insegnato ad amare. Per questo vi ringrazio, docenti del corso di Letteratura Nordamericana I e II dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale!).

Quindi, oggi si apre ufficialmente una nuova sezione del blog, tutta dedicata alla letteratura e alla storia dalle 13 colonie in poi. Il primo post di questa "nuova era" è già quasi pronto e approderà su queste rive domani.

Spero che questo mio impegno (perché so già che sarà estremamente impegnativo!) possa dare i suoi frutti e risultare utile a chiunque voglia avvicinarsi al mondo meraviglioso della letteratura a stelle e strisce.

See you soon!

domenica 29 maggio 2016

KINGvsKING - Ultima Puntata

Ciao a tutti!
E siamo infine giunti all'ultima puntata della rubrica KINGvsKING. Ci ha accompagnato per un periodo, ed è stata un piccolo gioco che, più che altro, era una scusa per poter parlare del mio autore preferito. 

Come? direte. Non è possibile che sia già finita. Mancano ben più di quattro opere...
Eh sì, ci avete visto giusto. Con i quattro "concorrenti" odierni terminiamo tutti i romanzi del Re (a parte la trilogia di Mr Mercedes; per quella aspetto che escano tutti i volumi! Quindi aspettatevi una piccola puntata extra fra qualche mese ;) ). 

Mancano le raccolte di racconti e, soprattutto, LEI. La SAGA. The Dark Tower.

Beh, ho pensato di saltarli. Il perché è presto spiegato.

Le raccolte di racconti sono meravigliose (ho finito da poco Il Bazaar dei Brutti Sogni l'ho adorato), ma sono talmente eterogenee che risulta complesso fare una scelta. Avevo fatto un tentativo qui, e mi era sembrata una bella idea. Ma con il senno di poi mi sono resa conto della difficoltà di decretare il vincitore quando ci sono così tante carte in tavola (forse nel primo esperimento era stato un po' più semplice perché in Stagioni Diverse vi sono solo quattro storie).
Per quanto riguarda La Saga, la considero come un'unica entità. Certo, ci sono capitoli che ho amato più di altri, ma nessuno dei romanzi potrebbe esistere senza gli altri, sussistono grazie alla loro unità, al filo conduttore (o Vettore, vedete voi ;) ) che li unisce. Quindi lascio che la Torre si regga in piedi da sola, svettante nel suo campo di rose in attesa dell'ultimo cavaliere...

Quindi, eccoci per l'ultima scelta, l'ultima piccola competizione. In attesa di un cambiamento...