domenica 29 maggio 2016

KINGvsKING - Ultima Puntata

Ciao a tutti!
E siamo infine giunti all'ultima puntata della rubrica KINGvsKING. Ci ha accompagnato per un periodo, ed è stata un piccolo gioco che, più che altro, era una scusa per poter parlare del mio autore preferito. 

Come? direte. Non è possibile che sia già finita. Mancano ben più di quattro opere...
Eh sì, ci avete visto giusto. Con i quattro "concorrenti" odierni terminiamo tutti i romanzi del Re (a parte la trilogia di Mr Mercedes; per quella aspetto che escano tutti i volumi! Quindi aspettatevi una piccola puntata extra fra qualche mese ;) ). 

Mancano le raccolte di racconti e, soprattutto, LEI. La SAGA. The Dark Tower.

Beh, ho pensato di saltarli. Il perché è presto spiegato.

Le raccolte di racconti sono meravigliose (ho finito da poco Il Bazaar dei Brutti Sogni l'ho adorato), ma sono talmente eterogenee che risulta complesso fare una scelta. Avevo fatto un tentativo qui, e mi era sembrata una bella idea. Ma con il senno di poi mi sono resa conto della difficoltà di decretare il vincitore quando ci sono così tante carte in tavola (forse nel primo esperimento era stato un po' più semplice perché in Stagioni Diverse vi sono solo quattro storie).
Per quanto riguarda La Saga, la considero come un'unica entità. Certo, ci sono capitoli che ho amato più di altri, ma nessuno dei romanzi potrebbe esistere senza gli altri, sussistono grazie alla loro unità, al filo conduttore (o Vettore, vedete voi ;) ) che li unisce. Quindi lascio che la Torre si regga in piedi da sola, svettante nel suo campo di rose in attesa dell'ultimo cavaliere...

Quindi, eccoci per l'ultima scelta, l'ultima piccola competizione. In attesa di un cambiamento...
sì, perché ho deciso di modificare qualcosa nel blog. Sarà sempre lui, ma in una veste leggermente diversa.  Non svelo altro, per ora dedichiamoci agli ultimi (per ora) quattro romanzi scritti dal mito del Maine

22/11/63 (2011), Joyland (2013), 
Doctor Sleep (2013), Revival (2014)

Tra questi, per quanto mi riguarda, vince 22/11/63. Secondo me il miglior libro di King da una decina d'anni a questa parte (forse migliore persino di La Storia di Lisey del 2006, che avevo adorato). Uno sgabuzzino che porta indietro nel tempo; un uomo qualunque (più o meno: il protagonista è un insegnante, categoria particolarmente amata dal nostro autore preferito) che tenta di cambiare il passato impedendo l'omicidio del presidente Kennedy; il passato che si ribella al cambiamento. Tre ingredienti che danno vita a una storia avvincente che ha, tra l'altro, il pregio di non essere solo un romanzo di intrattenimento ma anche una finestra su un evento cardine della storia recente americana.

Al secondo posto nella mia personale classifica c'è Revival.  Il romanzo inizia con un protagonista bambino (anche questo un classico della letteratura di King) e prosegue seguendone le vicissitudini attraverso infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia. Il libro mescola sapientemente religione e musica rock (come è possibile, direte voi? E invece...) in un romanzo di formazione che finisce con una presa di coscienza terrificante da parte del protagonista. Si tratta di uno dei romanzi più spaventosi di King, anche se le parti davvero inquietanti arrivano solo verso la fine (a parte la scena dell'incidente e della camera ardente... senza spoilerare niente, vi dico solo che è angosciante): l'orrore vero viene svelato poco per volta, all'inizio solo con brevi accenni, fino all'"esplosione" finale; è anche quello in cui forse si sente maggiormente l'influenza di Lovecraft (non solo nello stile ma nelle tematiche; l'autore di Providence viene nominato spesso nel corso della narrazione e i riferimenti alle sue opere sono quanto mai diretti).

Al terzo posto Doctor Sleep. Un bel romanzo, certo, con spunti molto interessanti, ma che resta decisamente in ombra rispetto a Shining, di cui esso è il sequel.

E infine Joyland. Mi spiace dirlo, ma questo romanzo proprio non mi è piaciuto. Mi ha dato la sensazione di un potenziale non sfruttato; a ogni pagina sembrava stesse per accadere qualcosa che invece non succedeva. L'ho trovato noioso e poco avvincente (Mr. King, please, forgive me!) e, lo so che sto per dire un'eresia, mi sembrava quasi che la penna dietro quelle pagine non fosse la sua. Non so... ho sentito altri dire che invece il libro è bellissimo, forse sono io che non l'ho apprezzato quanto meritava. In ogni caso, nella miriade di libri scritti da Stephen King, se pure ce ne fosse uno un po' bruttino non sarebbe la fine del mondo, visto che decine di altri sono capolavori.

E così ci siamo arrivati. Salutiamo questa rubrica (che tornerà per piccoli... ehm, revival quando usciranno nuovi romanzi del nostro beneamino) e diamo il via a una nuova era del blog.
Nel frattempo fatemi sapere cosa ne pensate dei romanzi presi in esame oggi.
See you soon!









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