mercoledì 1 giugno 2016

*USA books... and more* -STORIA- 1. Come tutto è iniziato (prima parte)

*STORIA*
1. Come tutto è iniziato

Ed eccolo.
Il primo capitolo di un nuovo corso; per il blog, per me, per i miei lettori. 
USA books... and more, questo è il titolo che ho scelto per la nuova sezione. Una sezione che vuole essere un mio tentativo di condividere con tutti voi la mia passione per la storia e la letteratura made in USA. Sarà suddivisa in diverse tipologie; storia, autori e opere. 
Ho deciso di iniziare con la storia. Dopotutto, un background di qualche tipo è sempre utile, no? E così andiamo a (ri)scoprire come tutto ha avuto inizio; riviviamo insieme i primi giorni di vita di un mondo nuovo e affascinante.

E lo sappiamo tutti, vero, come tutto è iniziato?
Era un venerdì. Mattina, per la precisione. Dopo più di due mesi di navigazione (uno dei quali passato in sosta alle Isole Canarie per alcune riparazioni e rifornimenti), il 12 ottobre 1492 il genovese Cristoforo Colombo, sotto l'egida dei sovrani di Spagna Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia, attracca sulle coste di un'isola che egli decide di battezzare San Salvador, svelando così al mondo l'esistenza di un nuovo, favoloso continente ricco di opportunità.
L'arrivo di Colombo

In realtà tutto questo non è del tutto esatto. 

Colombo non ha infatti mai annunciato a nessuno di aver scoperto un nuovo continente. Semplicemente perché non sapeva di averlo fatto. 
Quando incontra i nativi del luogo, lui li chiama indios, indiani. Perché mai? 
Beh, il suo viaggio aveva avuto lo scopo di dimostrare che l'Asia si poteva raggiungere in modo più agevole andando verso ovest, e navigando quindi l'Atlantico. Quando tocca le coste del Nuovo Mondo, è convinto di aver confermato la sua ipotesi e di trovarsi in India. Da qui il termine indiani, vocabolo assolutamente sbagliato ma che è tuttavia entrato nell'uso corrente per indicare tutte le popolazioni dell'America precolombiana.
Per apprezzare la scoperta di Colombo occorre aspettare qualche anno e un altro navigatore italiano, Amerigo Vespucci. Infatti è lui il primo a rendersi conto che le terre su cui è approdato il "collega" non possono far parte dell'Asia. Deve trattarsi di un continente ancora sconosciuto, che prenderà il nome proprio da lui. America.
Aggiungo un piccolo dettaglio. C'è chi dice che Colombo, in realtà, non abbia scoperto un bel nulla (e questa potrebbe essere comunque un'affermazione corretta, a ben guardare: l'America esisteva già ed era abitata da milioni di persone; per "scoperta" ovviamente si intende "resa nota alle popolazioni europee"). Sembra infatti che siano stati i Vichinghi, molti anni prima di lui, ad approdare per primi su quelle coste sconosciute. Ipotesi intrigante, ma chi lo sa? Io mi limito alla versione "ufficiale", ma qualsiasi volontà di dibattito a riguardo è bene accetta!

Ok, l'America è stata scoperta. Ma ne deve passare ancora di acqua sotto i ponti prima di veder nascere gli Stati Uniti veri e propri.
E poi, Colombo era italiano e viaggiava per conto della Spagna. Perché la lingua ufficiale degli USA è l'inglese?
Semplice. La Spagna ha colonizzato l'America del Centro e del Sud (il Portogallo si è invece stanziato in Brasile). La parte a nord del Messico, invece, inizia a trasformarsi grazie all'arrivo di coloni partiti dall'Inghilterra.

1607. Arrivano i primi coloni (*), inviati dal re (James I) con lo scopo di formare il primo insediamento permanente nel Nuovo Mondo. Questi simpatici amici, capitanati da John Smith (ricordate Pocahontas?), eseguono l'ordine e fondano il piccolo villaggio di Jamestown (in onore del re), ubicato nell'attuale stato della Virginia (così chiamato in onore della regina Elisabetta I, chiamata "regina vergine" per non aver mai convolato a nozze). La colonia non ha molta fortuna. Poche risorse, problemi con gli indiani (nonostante alterni periodo di pace e, anzi, si può dire collaborazione), mortalità elevata. Un primo esperimento, coraggioso e importante, ma poco fruttuoso.

(*) in realtà c'erano stati altri tentativi di insediamento da parte degli inglesi, ma erano tutti sfumati nel nulla (quello di Jamestown è stato solo il primo a durare più di un soffio di vento...). Il più affascinante, e di cui sicuramente avete già sentito parlare, riguarda la colonia di Roanoke. I coloni (circa un centinaio) arrivati sull'omonima isola nel 1587, nel 1590 sparirono senza lasciare traccia. Unico indizio (se così si può chiamare) la parola CROATOAN incisa sul pilastro di un forte. Molte sono le ipotesi plausibili. Che i coloni siano morti per qualche malattia; che siano stati attaccati dai nativi; che si siano spostati (chissà per quale motivo) su un'isola chiamata per l'appunto Croatoan. La loro scomparsa è rimasta un mistero che in certi casi ha scomodato ipotesi decisamente soprannaturali: c'è chi dice che la stessa parola sia stata pronunciata da Poe prima di morire, e che Bierce e Amelia Earhart l'abbiano scritta prima di scomparire rispettivamente in Messico e tra le acque del Pacifico. Bah, mi sembra un po' eccessivo, non trovate? Ma il fascino del mistero è sempre una cosa intrigante.


Si scopre la scomparsa dei coloni nella "colonia perduta"

Tornando alla storia nuda e cruda, è giunto il momento di presentarvi quelli che sono considerati i veri fondatori dei futuri Stati Uniti d'America, vale a dire i Pilgrim Fathers, i Padri Pellegrini.
Chi erano costoro? Senza entrare in dettagli troppo tecnici, possiamo dire che erano un gruppo di separatisti inglesi che, nel regime intransigente del regno di re James, decisero di emigrare nella speranza di poter professare liberamente, nella vastità quasi incontaminata del Nuovo Mondo, l loro religione: il puritanesimo. Copio la definizione direttamente dall'enciclopedia Treccani:

Il termine puritano deriva dal latino purus «puro», e fa riferimento al movimento religioso di ispirazione calvinista (Calvino) che si batté per abolire nella Chiesa anglicana (anglicanesimo) tutto ciò che ancora ricordava il cattolicesimo: per esempio, il grande sfarzo delle cerimonie religiose accompagnate dall’organo, il segno della croce, i ricchi paramenti sacerdotali. Ispirandosi al calvinismo, i puritani sostenevano che tutto quel che accade sulla Terra dipende unicamente dalla volontà imperscrutabile di Dio, ed essi stessi si sentivano eletti, cioè scelti da Dio (predestinati). Rifiutavano la gerarchia ecclesiastica, presente anche nella Chiesa anglicana, e aspiravano a costruire una Chiesa dove la Sacra Scrittura venisse considerata come l’unica e assoluta norma da seguire: per i puritani il rapporto tra i fedeli e Dio doveva essere diretto e personale.
Nella loro vita quotidiana i puritani mostravano il massimo impegno individuale, nel lavoro come nella vita familiare. Consideravano l’ozio e il troppo divertimento gravi peccati. Per questo loro rigore e per l’insofferenza verso le autorità religiose vennero considerati un pericolo dalla corona inglese e furono duramente perseguitati nell’Inghilterra di Elisabetta I, nella seconda metà del Cinquecento. 


Per questo, quindi, il 6 settembre 1620 una nave dal romantico nome Mayflower (fiore di maggio) salpa dal porto di Plymouth, destinazione Nuovo Mondo. A bordo 102 persone, quelli che sarebbero stati conosciuti da lì in poi come Padri Pellegrini. Il termine "padri" non vi inganni: a bordo ci sono uomini, donne e bambini. Dopo due mesi di dura navigazione, vengono finalmente accolti dalle promesse della baia di Cape Cod (Massachussets).
Qui fondano la Plymouth Plantation, l'insediamento che ha dato il la alla formazione dei futuri Stati Uniti.
Sono inoltre stati gli "inventori", per così dire, di una delle feste americane più importanti. L'autunno dell'anno successivo i coloni, insieme ad alcune tribù di  indiani, che li hanno aiutati durante l'estate nella coltivazione dei prodotti locali come il mais, festeggiano la buona riuscita del raccolto. Nasce così quello che oggi è conosciuto con il nome di Thanksgiving Day (Festa del Ringraziamento).
Il primo Ringraziamento
Tra i passeggeri del Mayflower, uno merita particolare attenzione dal punto di vista letterario. William Bradford, leader separatista britannico, è stato uno dei governatori della colonia; nel corso del tempo ha scritto una sorta di diario, intitolato Of Plymouth Plantation, che ha aiutato i posteri a capire dettagli del viaggio, della vita nella colonia e del pensiero di questi uomini e donne.

Finisce qui la prima parte sulla storia della colonizzazione degli Stati Uniti.

Alla prossima! See you soon!

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