sabato 11 giugno 2016

*USA books... and more* -STORIA- 1. Come tutto è iniziato (parte seconda)

*STORIA*
1. Come tutto è iniziato

Eccoci di nuovo, cari amici.
Eravamo rimasti alla colonia di Plymouth, giusto? Quindi, sono arrivati i Padri Pellegrini, hanno fondato la loro colonia e hanno dato il via alla nascita di quella che diventerà la prima potenza mondiale.

Tutto questo avveniva dieci anni fa.
Ora un'altra nave si sta avvicinando alle coste americane. Si chiama Arbella, ed è partita dall'Inghilterra l'8 aprile del 1630. Ma prima ancora di giungere sulle coste del Nuovo Mondo, a bordo accade qualcosa di storico.
Si tratta di un discorso, intitolato A Model of Christian Charity e pronunciato da John Winthrop. Winthrop è un avvocato ma, soprattutto, uno studioso delle scritture e devoto puritano (sebbene non separatista come i Padri Pellegrini). Il discorso, o sermone, che egli recita a bordo dell'Arbella è molto importante perché, tra le altre cose, incarna quello che sarebbe sempre stato lo spirito, la spina dorsale della cultura americana.
Questo soprattutto in una frase:

"For we must consider that we shall be as a city upon a hill. The eyes of all people are upon us, [...]"
("Perché dobbiamo considerare che noi saremo come una città sulla cima di una collina. Gli occhi di tutti saranno su di noi, [...]")


Se avete già letto alcune delle principali opere della letteratura nordamericana (Twain, per esempio,o Hawthorne, o anche in tempi molto più moderni King o Straub, per citarne solo alcuni) vi sarete accorti che la città è spesso un elemento portante della narrazione, un microcosmo fondamentale tanto da diventare spesso un vero e proprio personaggio (ne parlo anche, di sfuggita, in questo post riferendomi a The Dome di King).

[...] Può essere utile e interessante, a questo punto, aprire una piccola parentesi; ricollegandosi anche a quanto avviene in IT (e in molte altre opere di King, tra cui ad esempio Needful Things - 1991 - in cui la cittadina di Castle Rock è portata alla distruzione dall'arrivo di un vero e proprio demonio che riesce a mettere gli abitanti gli uni contro gli altri), si può notare che la città, vista in tutti questi casi come un'unica entità che finisce per rivelarsi debole, corruttibile e facilmente adescabile dalle forze malighe, ha un ruolo dominante. E così è stato, a ben guardare, anche in molta della letteratura nordamericana fin dalle origini; basti pensare a The Man Who Corrupted Hadleyburg di Mark Twain o al già citato The Scarlet Letter di Hawthorne (quella città tanto orgogliosa della propria moralità e del proprio rigore religioso si dimostra alla fine ben più corrotta e peccaminosa della povera Esther Prynne). Ciò deriva forse dal fatto che fin dall'arrivo dei primi coloni è stata data una grande importanza al concetto di comunità urbana: uno dei primi testi della storia letteraria americana è A Model of Christian Charity, il sermone tenuto da John Winthrop sulla nave Arbella, durante la traversata che trasportava i pellegrini della Massachussets Bay Colony: in esso Winthrop affermava che "...noi saremo come una città su una collina; gli occhi di tutti sono su di noi...". Gli agglomerati urbani americani, fin dall'inizio della colonizzazione, hanno dovuto fare i conti con una forte volontà di ergersi a modello per tutti gli altri Paesi del mondo, per il loro livello di eccellenza, spirito comunitario, rettitudine verso Dio e gli uomini. Traguardo ambizioso che gli scrittori americani, a quanto sembra, non sentono di aver raggiunto. [...]


Questo scrivevo, giovine laureanda di (forse) belle speranze, nel lontano anno accademico 2000/2001, in una tesina intitolata La Narrativa di Stephen King: l'ambientazione. Un lavoro non così malaccio, anche se rileggendolo ora noto diverse ingenuità stilistiche (spargimento di d eufoniche come se non ci fosse un domani, spazi all'interno delle parentesi, persino un paio di refusi...). Se vorrete darle un'occhiata (e promettete di non fare troppo caso agli orrori stilistici di cui sopra ;) ) potete scaricarla qui. 
PS potete, nel caso vi serva per tesine o altro, riutilizzare quanto scritto; vi chiedo solo, se lo farete, di fare sempre riferimento all'autrice, vale a dire me medesima ;) .

Per oggi interrompiamo. In effetti noto di aver parlato più di letteratura che di storia, forse dovrei cambiare il titolo... bah, non fa niente; la prossima volta riprenderemo bene il filo storico, arrivando a un punto di svolta fondamentale: la ribellione delle colonie, che porterà alla nascita degli USA.

See you soon!


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