lunedì 29 agosto 2016

Intervista a Pasquale Capraro (di Elisa Costa)


Buongiorno amici!

Da quanto tempo non ci vediamo, vero? Colpa di una bella stagione estiva, ricca di sole e mare e divertimento. Ma anche le vacanze più lunghe prima o poi finiscono, riportandoci alle incombenze della quotidianità. Alcune di esse sono solo noie, doveri di routine che fanno presto dimenticare il relax delle ferie. Ad altre invece ci si riavvicina con piacere, e ad esse appartiene il ritorno tra queste pagine! :)

E in questo lunedì, l'ultimo del mese di agosto, ripartiamo con una segnalazione tutta italiana. Mi è giunta voce, infatti, di un nuovo gustoso romanzo: Di Fiato, D'Amore e Vento, di Pasquale Capraro. Non ho ancora avuto il piacere di leggerlo, essendo un'uscita fresca fresca, ma la trama mi incuriosisce molto:


Ferruccio, blogger e socio di una piccola emittente televisiva, vuole sapere cosa si nasconde dietro la morte misteriosa del grande scrittore da lui intervistato e scoprire il contenuto del suo ultimo lavoro incompiuto. Grazie alla collaborazione di un’amica giornalista, scopre l’esistenza di una società segreta risalente a un’antica setta egizia. Inconsapevolmente, la donna sarà il filo conduttore della vicenda e la chiave di accesso per svelare un antico mistero risalente al rito funebre di un faraone della diciottesima dinastia. Ma il destino, si sa, è imprevedibile, come l’amore…

Che vi dicevo? Promette bene...

L'amica Elisa Costa ha potuto fare due chiacchiere con l'autore, e ne è nata una bella intervista che vi ripropongo qua sotto:

Ciao, Pasquale! Siamo qui per parlare del tuo ultimo romanzo, “Di fiato, d’amore e vento”: se sei pronto, cominciamo subito con le domande.

1. Innanzitutto una curiosità di carattere generale: da lettore, qual è il tuo genere preferito?
Non ho un genere specifico. Leggo secondo l’umore e l’ispirazione del momento.

2. In veste di scrittore, invece, ti senti più a tuo agio trattando un genere in particolare oppure non hai problemi a spaziare dall’uno all’altro?
Mi muovo su generi diversi secondo l’umore e il desiderio. Nasco artista e “sento” l’ispirazione del momento. Stavolta sono stato colto dalla storia dell’arte e sto tentando di illustrare un passato artistico che sarà raccontato nel nuovo romanzo.

3. Veniamo ora al romanzo, e alla domanda che i tuoi lettori più romantici si saranno di certo posti: la protagonista femminile è ispirata a una donna che ami o hai amato?
C’è sempre una persona reale dietro a un personaggio. Può essere un’amica, una parente, una figura che ho conosciuto da poco, una persona che ha contribuito a cambiare la mia vita, a lasciare un segno di sé. Lasciamo spaziare il lettore con la fantasia.


4. Nel libro fai spesso riferimento a opere d’arte famose, letterarie e non: abbiamo citazioni dai Promessi Sposi e accenni a Caravaggio, a Leonardo Da Vinci e ad altro ancora. Ma cosa rappresenta per te l’arte (intesa in tutte le sue forme)?
Rappresenta un’espressione di me; è una forma di bellezza e di cultura, una realtà da valorizzare e custodire.

5. Credi che al giorno d’oggi sia possibile “vivere di arte”, cioè riuscire mantenersi, a pagare l’affitto, a crescere una famiglia con la vendita delle proprie opere?
Alcuni grandi del passato potevano farlo: Michelangelo, Leonardo da Vinci, Bernini, e altri ancora che ricevevano commissioni dalla Chiesa o da privati facoltosi. Oggigiorno si vive d’arte solo nell’idea. Si vive di concetto, per quanto riguarda l’arte pittorica, a mio avviso. Diversa, invece, è l’espressione musicale. Bisogna lavorare molto e avere tanto talento per diventare qualcuno. E questo non succede in campo letterario. Forse all’estero. In Italia, i cantanti guadagnano bene mi pare. Loro, quelli celebri, vivono d’arte.


6. Serena è di sicuro uno dei personaggi più complessi: incarna sia la parte ironica e divertente della storia, grazie ai suoi dialoghi esilaranti con Ferruccio, sia quella più amara. Dall’attenzione che le dedichi si capisce che le sei molto affezionato, dico bene?
Sarò sincero: è una sfaccettatura della mia personalità. La faccia ironica che distribuisco a certi personaggi. L’ironia non manca mai nei miei scritti.

7. Per caso quest’anziana signora incarna un tuo timore? Magari la paura di invecchiare?
Di invecchiare no. Però ci penso, ogni tanto. Non è paura, piuttosto… timore di perdere la salute, la ragione, quella lucidità intellettuale che finora mi ha permesso di continuare a inventare storie. E mi auguro di restare lucido per altri anni ancora.

8. Daniele, il fratello del protagonista, ha scelto di emigrare negli Stati Uniti per lavorare come musicista. Saresti disposto a lasciare l’Italia per inseguire i tuoi sogni artistici? L’hai mai fatto o considerato seriamente?
L’Italia è troppo bella per staccarsene. Ma ci si può allontanare tenendola sempre nel cuore se le prospettive future possono garantire tali realizzazioni. Personalmente, preferisco restarci.

9. Un’ultima domanda: oltre al tuo personalissimo stile, c’è una caratteristica o un tratto ricorrente che accomuna i romanzi che hai scritto finora?
Il senso del mistero, del dramma e il gusto attoriale contribuiscono a creare quel fil-rouge che lega un ventaglio di emozioni e si schiude al suono di una parola:
 il teatro. Forse è questo che affascina il lettore. La mia scrittura è velata di spettacolo: è una via di mezzo tra cinema e il palcoscenico. Unisce i due aspetti e determina il mio stile attraverso le peculiarità salienti della mia natura, del mio talento: l’arte, la poesia e la musica.

Ti ringrazio molto per il tempo e l’attenzione che ci hai dedicato, e ti saluto con la speranza di leggere presto un altro dei tuoi libri!
Certamente. Grazie a te. Il tempo di concludere il prossimo romanzo e torneremo a parlarne ancora, chissà...

Alla prossima!
PS Trovate il libro su Amazon a questo link

See You Soon!