mercoledì 28 settembre 2016

*USA Books... and More* -STORIA- 2. Verso l'Indipendenza (Parte 2)

*STORIA*

Verso l'Indipendenza (2 parte)

Ciao amici!

Eccoci di nuovo a chiacchierare un po' della storia degli Stati Uniti d'America.
Un Paese che, proprio in questi giorni, è al centro dell'interesse mondiale; giusto l'altra notte c'è stato il primo dibattito televisivo tra i due candidati alla Casa Bianca, Trump e la Clinton. Ho visto (il giorno dopo... lo ammetto, non ce la facevo a stare sveglia per vedere la diretta alle due e mezza del mattino!) la location allestita presso la Hofsra University e l'ho trovata notevole.

Al centro un'aquila, simbolo degli USA, (Perché l'aquila? In fondo al post trovate la spiegazione!) con le ali spiegate e avvolta dalle parole The Union and The Constitution Forever; ai lati, a fare da sfondo ai due candidati, il testo (parziale) della Dichiarazione d'Indipendenza.

Cos'è questa Dichiarazione d'Indipendenza? Niente meno che il testo più importante della storia del Paese (tanto che Nicholas Cage arriva a rubarla nel 2004... ;) ), il suo vero e proprio atto di nascita.

Ci eravamo lasciati la scorsa volta con lo scoppio della Guerra d'Indipendenza, ricordate? Era il 1775.
L'anno dopo, precisamente la sera di giovedì 4 luglio 1776, la Dichiarazione, il documento che attesta formalmente la volontà di creare una nazione autonoma, viene approvata e firmata da quelli che vengono oggi chiamati i primi Padri Fondatori. Tra essi, diversi nomi illustri quali John Hacock (presidente del Congresso e primo governatore dello stato del Massachussets), John Adams (secondo Presidente degli USA), Thomas Jefferson (terzo Presidente, il cui faccione spicca tutt'oggi sul Monte Rushmore insieme a quelli di George Washington, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt) e uno dei miei miti personali, Benjamin Franklin (non solo brillante politico, ma inventore, scrittore, giornalista e chi più ne ha più ne metta...).


Una serata a dir poco storica.

Nel frattempo, la guerra continua, battaglia dopo battaglia.

Occorre notare un dettaglio, secondo me piuttosto importante. Gli Inglesi dispongono di eserciti mica da ridere, addestrati e con una lunga e proficua esperienza alle spalle.
E gli Americani? Beh, non esattamente.
All'inizio si parla di milizie volontarie provenienti dalle diverse colonie, motivate, certo, ma non molto preparate. Queste milizie si trasformano con il tempo nell'esercito Continentale (guidato niente meno che da George Washington), un bel passo in avanti ma comunque sempre molto limitato in quanto a disciplina, equipaggiamento e addestramento.
Ciò nonostante, alla fine gli Americani ne escono vincitori.
Quando si dice il potere della motivazione...

Comunque, eravamo alla Dichiarazione.
Le battaglie, anche e soprattutto dopo la firma di questo importante documento, si susseguono con esiti alterni.
Non mi soffermo sui dettagli, di arte bellica mi intendo poco e niente e rischierei solo di annoiarvi (se volete, su Wikipedia trovate una discreta cronologia dei combattimenti); condenso al massimo il tutto semplicemente nominando quelle che sono state le due battaglie fondamentali: quella di Saratoga e quella di Yorktown. Entrambe, ma soprattutto la seconda, sono state vere e proprie disfatte per l'esercito inglese e latrici dell'eventuale vittoria americana.

Vittoria sancita il 3 settembre 1783 con il Trattato di Parigi, che mette fine alle ostilità e decreta l'indipendenza delle 13 colonie americane.

Occorre attendere qualche anno prima che le colonie si uniscano per davvero, formando gli USA come li conosciamo oggi; quattro, per la precisione.
Nel 1787 viene infatti stilata la Costituzione, la "legge suprema dello Stato", che sancisce tra le altre cose il carattere federale della nazione statunitense. Stabilisce inoltre che i poteri dello stato vengano suddivisi tra legislativo (Congresso), giudiziario (Corte Suprema) ed esecutivo.
Quest'ultimo deve essere amministrato da un Presidente, una figura che nasce per l'appunto con la Costituzione.
Nel 1789, precisamente il 4 febbraio, la carica viene ricoperta per la prima volta da colui che, in pratica, aveva guidato l'esercito americano verso la vittoria, il generale George Washington, l'uomo più onesto della storia (almeno secondo la leggenda; si dice infatti che fin da piccolo fosse incapace di dire bugie... chi lo sa?) e che possiamo rivedere in tutto il suo splendore su ogni banconota da un dollaro (insieme a diversi simboli massonici ed esoterici... ma questa è un'altra storia! ;) ).

E siamo quindi arrivati al termine di questo appuntamento. Ci vediamo presto!
Alla prossima!


P.S.

Si diceva sopra... Perché l'aquila? 
Beh, questo animale è stato scelto come simbolo, a quanto si sa, il 20 giugno 1782, per diversi motivi: perché è maestosa, forte e longeva (e all'epoca si credeva vivesse solo nel continente americano) e perché rappresenta la libertà, uno dei capisaldi della cultura e dell'ideologia made in USA.

Leggenda vuole che durante una delle prime battaglie combattute durante la guerra per l'indipendenza, il rumore degli scontri abbia svegliato alcune aquile, che sarebbero poi andate a volare in cerchio sopra i patrioti, come a incitarli con le loro grida. Si dice però anche che Benjamin Franklin non amasse particolarmente questa scelta: "Vorrei che l'aquila calva non fosse stata scelta come rappresentante del nostro paese, è un uccello privo di morale, che non si guadagna da vivere onestamente[...] In realtà, al confronto il tacchino è un uccello molto più rispettabile [...] e coraggioso". (da Baldeagleinfo.com)

Ora, pur con tutta la mia immensa stima per un uomo che considero tra i migliori non solo in America ma in generale... ehm... insomma... non so se gli USA ci avrebbero proprio guadagnato in termini di immagine... ;) ...o no?...

See you soon!



2 commenti:

  1. Molto appassionante questa rubrica, mi piace parecchio: incuriosisce e fa conoscere un po' di storia a stelle e strisce :D

    - Fede.

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  2. Grazie mille, mi fa davvero piacere! :)

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