martedì 1 novembre 2016

Sono Fermo, MI Muovo

Un buongiorno a tutti, cari amici del blog.

Oggi vi vorrei parlare di uno dei libri più particolari che io abbia avuto modo di leggere negli ultimi tempi. Non è un romanzo; non è una guida turistica, né un’autobiografia e nemmeno un saggio. Per dirla in breve, è tutte queste cose messe insieme.

Si intitola Sono Fermo, Mi Muovo, nato dalla penna di Gianluca Giusti. Gianluca è un informatore scientifico. Già; non fa lo scrittore di mestiere. Ma Sono Fermo, Mi Muovo non è il suo primo libro. E scoprirlo, per me, è stata una folgorazione; appassionata come sono di leggende metropolitane e bufale varie, per anni socia del Cicap, con diversi libri di Massimo Polidoro, J.H. Brunvand e Lorenzo Montali nella libreria, imbattermi per puro caso in qualcuno come Gianluca, che ha pubblicato lavori a difesa della ragione e contro pseudoscienze e fanatismi del complotto, è stato come trovare una vecchia, gradita conoscenza. 
Per questo, ma non solo, sono felice di parlarvi qui del suo ultimo lavoro.

Che, come vi dicevo prima, è un po’ un ibrido di tante cose. 

Potremmo chiamarlo romanzo, perché c’è una storia. Quella dello stesso Gianluca, che ci racconta di una strana settimana in cui, in compagnia di un misterioso Lord inglese (chi sarà?), viaggia per le strade della sua città, Montecatini Terme.
Quindi possiamo anche chiamarlo guida turistica: approfittando dei «giri» per la città, Gianluca ci guida attraverso la geografia e la storia di questo centro abitato che, sinceramente, mi è davvero venuta voglia di visitare.
Dicevamo che è anche una sorta di autobiografia: Gianluca infatti non ci fornisce solo nozioni enciclopediche su Montecatini; si sofferma anche sul proprio passato, sugli infiniti modi in cui la sua vita si è legata alle strade e agli edifici della sua città.
E infine è anche un saggio, un testo che in diversi punti approfondisce argomenti disparati (i presunti complotti delle case farmaceutiche, gli allarmismi riguardanti le vaccinazioni, i problemi del Bel Paese, e molti altri).

Quindi, vedete, c’è un bel calderone di elementi. Un «minestrone» come questo, diciamocelo, potrebbe risultare indigesto. In questo caso, invece, per fortuna non è così.
Lo stile narrativo dell’autore è fresco, simpatico, in grado spesso di strappare un sorriso. E riesce a catturare l’attenzione del lettore. Quando ci racconta la storia di Montecatini ci sembra di essere veramente lì con lui. Noi siamo Wilson, il misterioso Lord inglese che, senza mai pronunciare una sola parola, lo segue in questo viaggio immaginario nella memoria, nel passato, presente e futuro di una città che l’autore, è palese, ama profondamente. 

Mi sono piaciuti in particolare alcuni momenti. Per esempio quando richiama alla memoria la Montecatini dei tempi andati. A un certo punto della narrazione si scopre immerso in una visione del passato; diversi personaggi storici gli passano accanto nelle vie piene di «signore col cappello e l’ombrellino». A un certo punto sente il tram «scarrellare» dietro di sé, e per un attimo anche a noi pare di sentirlo.

Beh, penso di aver reso l’idea. Questo libro mi è piaciuto, e pure parecchio. Tanto che sicuramente andrò alla ricerca degli altri lavori di questo autore che per me è stata davvero una piacevole scoperta.

Alla prossima!

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