giovedì 15 dicembre 2016

Novità - Stazione Idrometrica_Tra Sogno e Realtà

Amici! Buon pomeriggio!

Oggi sono particolarmente felice di essere qui a scrivervi. Un progetto a cui ho lavorato qualche tempo fa ha finalmente visto la luce, e ci terrei molto a farvelo conoscere.

Piccola premessa. Chi non abita a Santhià o comunque nelle sue vicinanze forse non ne ha mai sentito parlare, ma nella mia città esiste un edificio molto particolare. 
Si chiama Stazione Idrometrica.

(dal sito santhiaturismo.it)
A poca distanza dal centro di Santhià, l’ex stazione idrometrica sperimentale è  un importante tassello della storia cittadina e un manufatto di ingegneria idraulica unico nel suo genere
La nostra città si trova infatti al centro di un’importante rete di canali, che attingendo le acque dalla Dora Baltea e dal Po, si diramano nelle campagne fornendo acqua per l’irrigazione dei campi e creando energia elettrica tramite diverse centrali idroelettriche.
Con l’entrata in funzione del grandioso Canale Cavour, inaugurato nel 1866, e delle sue successive diramazioni, si fece pressante la necessità di regolare la quantità di acqua destinata ai vari canali in modo da evitare liti tra l’ente erogatore e gli utenti o tra gli utenti stessi.
La stazione idrometrica fu quindi realizzata per misurare le portate dei diversi canali [...]
L’elegante e raffinata palazzina della centrale è costruita sulla sponda destra del Naviglio di Ivrea. Esso ospitava gli ingegneri che ivi lavoravano e studiavano. Dal punto di vista architettonico si presenta come un tipico esempio di architettura industriale di inizio XX secolo, con influenze liberty ed eclettiche. La palazzina è affiancata da un’elegante torretta, su tre livelli, sempre costruita secondo lo stile di fine secolo, che ospita il vano scale.[...]

Purtroppo la Stazione è rimasta in funzione solo per poco tempo e oggi, poverina, è tenuta in uno stato di pressoché totale abbandono. Nonostante questo il suo fascino architettonico è innegabile. 

Per questo l'associazione fotografica Fotographià ha deciso di dedicarle un intero libro, per far conoscere al maggior numero di persone, e quindi valorizzare, un capolavoro di ingegneria e architettura che non gode della considerazione che invece meriterebbe. Si tratta di un libro pieno di (belle) fotografie, ovviamente; ma con una particolarità. Gli amici dell'associazione volevano che le immagini fossero collegate da un racconto, da una storia ambientata alla Stazione che facesse da filo conduttore.
E io ho avuto la fortuna di poterne essere l'autrice!


All'inizio non sapevo bene come fare. Cosa avrei potuto scrivere? Come fare per accompagnare il lettore tra una foto e l'altra, senza annoiarlo e rimanendo legata al territorio?
Poi mi sono ricordata di una cosa...
Quando ero bambina, e la guardavo oltre i tetti delle case, dal balcone della mia camera, credevo che la palazzina centrale fosse un castello disabitato, un luogo fuori dal tempo, popolato di misteri... e ho pensato di usare quello come ispirazione e filo conduttore. 
Non posso esprimere giudizi sul risultato, ma io mi sono appassionata (e affezionata) ai miei personaggi e alla loro piccola avventura nella Stazione Idrometrica di Santhià. 
Per quanto riguarda il racconto in sé, ho tra l'altro un doveroso ringraziamento da fare: grazie mille a Livio Gambarini, che si è offerto di fare da beta reader, dandomi preziosi consigli. 

Tornando al libro, vi garantisco che le foto sono davvero belle. E, giuro, non lo dico perché sono di parte, anche se conosco personalmente i fotografi che hanno partecipato! ;) In effetti, tra loro, per esempio, uno è un mio amico da tempi immemorabili; mentre un altro... beh, è il mio caro marito! E, scherzi a parte, questo è un altro dettaglio che mi rende questo piccolo grande libro particolarmente caro. Lavorare insieme a lui per questo progetto è stata davvero una magnifica esperienza. Ringrazio quindi Fotographià che mi ha permesso di farlo.

Il libro si può richiedere direttamente all'associazione (oppure chiedete a me!). 

Grazie e alla prossima!