giovedì 5 gennaio 2017

*USA Books... and More* -Letteratura - Anne Bradstreet

*LETTERATURA*

Anne Bradstreet


Buon pomeriggio, amici!

Dopo una lunga pausa riesco finalmente a rimettere mano a questa mia rubrica. Ci eravamo lasciati l'ultima volta con l'epilogo della Guerra di Indipendenza Americana e l'elezione di George Washington a primo Presidente.

Oggi vorrei tornare un po' indietro, alla nave Arbella e a John Winthrop; sì, vi ricordate bene, quello del sermone e della "city upon a hill". Tra i passeggeri dell'Arbella c'era, infatti, anche una donna molto particolare. Il suo nome è Anne Bradstreet, ed è particolare perché è stata la prima poetessa americana (o, quanto meno, la prima ad essere pubblicata).

"Se non ci fosse l'inverno, la primavera non sarebbe così
piacevole; se non sperimentassimo mai le avversità,
la prosperità non sarebbe così gradita"
Anne nacque in Inghilterra nel 1612. Suo padre, Thomas Dudley (Bradstreet è il cognome che Anne prese poi da sposata), fece in modo che la figlia avesse un livello di educazione di gran lunga superiore rispetto allo standard delle donne dell'epoca.
A sedici anni Anne sposò Simon Bradstreet, neo laureato a Cambridge; Simon lavorava insieme al padre di lei (erano entrambi alle dipendenze del conte di Lincoln) e condivideva le idee puritane della moglie e della sua famiglia.
L'anno seguente, Simon venne incaricato di gestire la formazione della Massachussets Bay Colony, e nel 1630 tutti si imbarcarono sull'Arbella (curiosità: Arbella era il nome della sorella del conte di Lincoln) alla volta del Nuovo Mondo. 

Si sa poco della vita di Anne nell'America puritana; una cosa sola è certa: fu molto dura.
Oltre alla fatica di vivere immersi nella wilderness, in un paese sconosciuto e ancora selvaggio, nel suo caso si aggiungeva una salute cagionevole a causa di una febbre reumatica avuta da piccola.
Ebbe otto figli e per otto volte rischiò di morire di parto. Nonostante tutto, lottò con le unghie e con i denti e non si arrese mai. Nemmeno quando la sua fede iniziò a vacillare.
Le dure condizioni di vita, la solitudine, l'abisso che divideva quelle terre con gli agi e il lusso cui era abituata in Inghilterra, furono macigni scagliati contro la sua fede, da sempre fervida: iniziò a pensare che Dio non li avesse seguiti in quelle nuove lande, a dubitare della veridicità delle Scritture, perché sentiva di non aver mai visto nessun vero miracolo e di non poter essere sicura che quelli di cui aveva sentito parlare non fossero menzogne.
Ma alla fine si convinse di nuovo dell'esistenza di Dio. A convincerla furono non solo i suoi studi, ma anche ciò che poteva vedere con i suoi stessi occhi: le "opere meravigliose" che lei poteva vedere intorno a sé, "l'ordine di tutte le cose, notte e giorno, estate e inverno, primavera e autunno".
Il Divino espresso dalla Natura che la circondava. 

Le sue poesie sono dunque molto intime e delicate. Personalmente non amo la poesia, nel migliore dei casi la trovo noiosa e distante (questione di gusti; pochi sono i poeti che mi piacciono, e quasi tutti li troverete, nel tempo, in questa rubrica).
Ma le poesie di Anne Bradstreet hanno qualcosa che me le ha sempre fatte amare.

Voglio condividere con voi la mia preferita. Una poesia semplice, che non vuole esplorare complicati concetti filosofici o metafisici. Semplicemente, una dichiarazione d'amore verso l'uomo che ha sposato. Semplice e personale, ma a mio avviso bellissima:

To My Dear and Loving Husband

If ever two were one, then surely we.
If ever man were loved by wife, then thee;
If ever wife was happy in a man,
Compare with me ye women if you can.
I prize thy love more than whole mines of gold,
Or all the riches that the East doth hold.
My love is such that rivers cannot quench,
Nor ought but love from thee give recompense.
Thy love is such I can no way repay;
The heavens reward thee manifold, I pray.
Then while we live, in love let’s so persever,
That when we live no more we may live ever.

(Al mio caro e affettuoso marito

Se mai due furono uno, noi di certo.
Se mai marito sia da moglie amato, tu lo sei;
se mai moglie fu lieta del marito,
confrontatevi, donne, con me, se potete.
Ho in pregio l'amor tuo più che miniere d'oro
o di quante ricchezze l'Oriente possiede.
L'amor mio è tale che i fiumi non possono spegnerlo,
né altro se non l'amor tuo potrebbe ricompensarlo.
L'amor tuo è tale che mai potrei ripagarlo:
prego il cielo che te ne rimeriti in molti modi.
Allora, mentre viviamo, nell'amore perseveriamo,
sì che quando più non vivremo, si viva per sempre. )

Cosa ne dite?

Nella speranza che questo post vi sia piaciuto, vi do appuntamento alla prossima puntata!
See you soon!

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