martedì 4 aprile 2017

Maison Rouge - un tuffo nella Parigi di fine '800

Ciao a tutti!

Oggi vi segnalo un titolo che mi è recentemente capitato per le mani. Si tratta di un romanzo dello scrittore Pasquale Capraro e dal titolo Maison Rouge.

Il libro non è del genere che prediligo; fulcro della narrazione è una intensa storia d'amore, e sapete che io sono più orientata verso altre tipologie narrative. Però devo dire che questo romanzo mi ha comunque colpito positivamente
Certo, ci sono svariati momenti in cui amore e passione la fanno da padrone, e quelle sono le parti che personalmente hanno lasciato meno il segno (ma ripeto, e vorrei fosse chiaro: non perché siano scritte male, ma semplicemente perché non sono nelle mie corde. Trattasi di problema mio personale, che ci volete fare? Sono più una da combattimenti con zombie o intricati e scabrosi misteri da risolvere...).
Ma la storia ha anche altro da dire, è interessante, ben scritta e sicuramente può risultare quanto mai gradita a tutte quelle giovini signore un filo più romantiche della sottoscritta. ;) 


La narrazione ruota intorno ai due protagonisti: Amélie e Gilbert. Lei è una ragazza semplice; viene dalla campagna (per la precisione dalla Provenza) e si ritrova a Parigi a causa di un vero e proprio raggiro: Madame Claire, distinta signora della grande città, la invita a raggiungerla a Parigi in qualità di domestica. In realtà, la donna possiede un bordello, la Maison Rouge, in cui la povera, ingenua fanciulla si ritrova suo malgrado a dover vivere. Gilbert si innamora di lei al primo sguardo, e farà di tutto, novello cavaliere, per liberare la giovane dalla sua prigionia. Non vi dico nulla di più, solo che il finale non è così scontato come si potrebbe pensare.


Storia a parte, quello che davvero mi è piaciuto, e motivo per cui mi sento davvero di consigliarvi la lettura di Maison Rouge, è il suo background. 

La vicenda, come dicevo, è ambientata nella Parigi post-impressionista. Siamo nel 1892, l'anno successivo all'inaugurazione del famoso locale di Pigalle, il Moulin Rouge
Una Ville Lumière ritrovo di bohémien, brulicante di pittori, scultori, scrittori, artisti di ogni genere. Vengono direttamente nominati personaggi illustri quali Émile Zola, Charles Baudelaire o Auguste Renoir. Ma ovviamente non basta tirare in ballo rinomati maestri delle belle arti per costruire un'ambientazione solida e intrigante. Capraro riesce però in questo difficile compito. La sua scrittura denota attenzione alla verosimiglianza storica e cura dei dettagli, finalizzata a rendere in modo accurato la Parigi di fine Diciannovesimo secolo. Per esempio quella Montmartre

"[...] dei poeti erranti in cerca di sogni, di mercanti dall'ugola facile, di chanzonier nei caffè chantant; place des artistes di pittori squattrinati in cerca di successo: schizzi, pennelli e bevute. Barbe folte, baffetti arricciati e all'insù. Carretti, carrozze, pizzi e merletti, saluti e baci: bonsoir, adieu, mon amour."

Bene, se volete fare un salto nella Parigi degli artisti e della "fatina verde", questa lettura è altamente consigliata.

A presto!


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