giovedì 20 aprile 2017

Segnalazione + intervista: Giovanni Nikiforos

Buongiorno a tutti, amici!
Oggi sono qui per segnalare a tutti gli appassionati di fantasy italiano (soprattutto i più giovani) un romanzo dell’autore Giovanni Nikiforos. Si intitola Elial, Il Figlio dei Due Popoli, ed è stato pubblicato lo scorso anno da Atene Edizioni.

...Un male assoluto sta sorgendo su lande un tempo pacifiche: arcane potenze devastano la Natura, seminando la desolazione fra i Popoli Liberi. In un universo dominato dalla Magia, che si manifesta attraverso i Doni della Madre, a una strana Compagnia viene affidata una missione dal Principe Drago, garante di pace e armonia, contrapposto all'oscuro gemello.
La missione si trasformerà ben presto in un'epica vicenda che deciderà le sorti del mondo, sul filo di una profezia che ha due facce e che può significare vita oppure morte. Tutto ruota intorno alla figura del giovane Elial, il Figlio dei Due Popoli, erede inconsapevole di Stirpi che affondano le proprie radici negli elementi primordiali. Il potere di cui è depositario potrà portare alla sopraffazione totale di ogni cosa buona o al ristabilirsi dell'equilibrio e del benessere.

La trama, molto in breve, è questa. Tutto ruota intorno a quell’Elial del titolo, un ragazzino speciale, unico anche nell’aspetto fisico (come potete notare dall’immagine sulla copertina). Ovviamente queste poche righe sono solo un assaggio, una semplice presentazione a un’avventura corposa, con personaggi variegati e un intreccio articolato.

Ma più che il libro, oggi vorrei farvi conoscere meglio il suo autore, Giovanni Nikiforos, che ha  gentilmente accettato l’invito a rispondere a una breve intervista.

Buona lettura!
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Ciao Giovanni e grazie di essere qui, ospite sul blog! Cercando la tua biografia in rete, ho scoperto che hai lavorato attivamente come naturalista in varie parti del mondo. Vorresti raccontarci un po’ di questa tua passione?

Amo la natura e sono affascinato dal mondo animale fin dalla più tenera età. Nel corso della mia esistenza ho vissuto un arcipelago di sensazioni in mezzo agli animali selvaggi: a volte stupore, a volte commozione, a volte terrore, a volte una sorta di fusione, sempre amore e interesse. I documentari ho sempre cercato di vederli dal vero, non in televisione.
Non pretendo, ovviamente, che tutti provino analoga passione, ma mi piacerebbe, almeno, che la natura godesse di maggiori attenzioni e rispetto di quanto purtroppo accada.

Guardando le tue pubblicazioni (cito per esempio Impara le filastrocche e colora con Nik - Gli animali del mare), sembra che tu sia particolarmente felice di lavorare per i bambini. Da mamma di due cuccioli, la cosa mi interessa parecchio…com’è muoversi in questo “regno”, sicuramente ricco di soddisfazioni  ma non così semplice o scontato come si potrebbe pensare?

Allora prima di tutto un bacio ai tuoi cuccioli. (Io: grazie! <3 ). Ho sempre amato i bambini. Ciò che ha fatto più di ogni altra cosa rivolgere il mio sguardo verso questo mondo così fragile e prezioso, è stata una serie di esperienze nei paesi in via di sviluppo. Immagino non sia questo il contesto adatto a riportarle in maniera dettagliata, e nemmeno voglio suscitare quel pietismo facile, talora distratto, tipico di molti, però posso dire che un conto è sentirsele raccontare, certe cose, altro conto è viverle in diretta. Questa è stata la chiave che mi ha fatto entrare nel loro regno. Quanto ho realizzato nel settore editoriale rivolto al mondo infantile non mi pare che abbia poi tutta questa importanza.

Certamente, vivere certe esperienze credo cambi radicalmente il modo di vedere il mondo... Veniamo ora a Elial. Dalla fauna del Mediterraneo ti sei lanciato a capofitto nel fantasy più puro (pur se sempre con un occhio di riguardo verso la natura e la sua salvaguardia). È un genere che ti ha sempre appassionato o si tratta della tua prima esperienza diretta?

Sono una persona curiosa e ho tante passioni. La lettura è ovviamente fra queste. Ho sempre letto moltissimo, in maniera quasi compulsiva, di tutto. Da ragazzo amavo anche i fantasy e ne ho divorati diversi, alcuni splendidi, altri francamente non degni di ricordo. Ora ho abbandonato la lettura di quelli, diciamo così, canonici. Quanto allo scrivere, ho diversi lavori di natura fantastica nel cassetto, e qualcosa ho pubblicato, ma Elial è stato il mio primo approccio al fantasy vero e proprio.

Beh, per essere il primo "esperimento" sei subito partito in quarta: il libro è corposo, gli eventi numerosi. Hai inventato un mondo intero, ricco di luoghi e personaggi unici e originali. Come hai gestito il processo creativo? Ti sei lasciato ispirare da qualche scrittore in particolare?

Il mio processo creativo è semplicissimo: mi metto davanti al foglio e inizio a scrivere. Le idee vengono man mano. Ho scoperto il finale di Elial tre giorni prima di scriverlo. 
(Io: Wow!)
Non ho scalette, non studio prima i personaggi. Mi butto e proseguo.
Quanto all'ispirazione direi proprio di no. Non mi sono richiamato a nessun autore in particolare, anche se è vero che noi siamo il risultato delle nostre esperienze, quindi, quando scriviamo, sulla pagina si riversa il nostro bagaglio emozionale, di vita e culturale. Ho tentato di mettere in questo romanzo un pizzico di originalità,  rispetto a certi canoni del fantasy tradizionale. Se vi sia riuscito, non è compito mio dirlo, ahimè,  ma degli eventuali lettori, che mi auguro spassionatamente siano più dei venticinque di manzoniana memoria.

Diamine, direi proprio! ;) 
Per concludere, in copertina si legge la frase «un fantasy per le future generazioni, affinché possano amare la madre terra e vivere in sintonia con tutti i popoli». Di nuovo nel mondo dei ragazzi, dunque. Sembri affezionato agli adulti di domani, nonché impegnato a trasmettere loro messaggi importanti, come quello che fa da sfondo a questo romanzo...

Non vorrei sembrasse che mi sono riproposto di trasmettere chissà quale messaggio epocale attraverso Elial. Si tratta di un semplice libro di intrattenimento, spero gradevole e avvincente, ma nulla più. Oltre a ciò, è un romanzo per adulti o ragazzi più grandicelli, non per bambini. Comunque tentare di trasmettere agli adulti di domani qualche  valore positivo penso che male non faccia, quando si può.

Assolutamente d'accordo. Grazie ancora per il tempo che hai dedicato a quest'intervista.

E ai miei lettori... alla prossima!

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