martedì 6 giugno 2017

Fore Morra - Senza Redenzione

Buongiorno amici!

È passata una quantità vergognosa di tempo dall'ultimo post, quindi parto subito in quarta con l'argomenti di oggi ;)

Ci sono opere (romanzi, film, serie tv...) che riescono a prendere personaggi cattivi e farceli amare.
Pensiamo per esempio a Dexter. Diamine, è un serial killer! Uccide le persone perché non riesce a farne a meno, perché è un assassino dentro. D'accordo, segue il codice di Harry, uccide solo gente cattiva, che se lo merita. Ma è e resta pur sempre un feroce omicida che non riesce a frenare la sete di sangue.
Eppure, noi gli vogliamo bene. Stiamo dalla sua parte e speriamo che riesca sempre a farla franca, a sopravvivere, a proteggere chi ama.

Alisa e Buba, i protagonisti del romanzo di cui vi parlo oggi, sono un po' così. Non sono quelli che si potrebbero definire gente per bene. Anzi.
Sono due sicari della camorra. Killer professionisti, implacabili.
E niente, nonostante questo, proprio come nel caso di Dexter, il lettore non può fare a meno di fare il tifo per loro.

Autore di questa non facile impresa è Diego Di Dio, che dopo aver sparso per il mondo numerosi racconti (alcuni dei quali gli sono anche valsi diversi premi) è finalmente approdato a quel lido tanto agognato che è la pubblicazione del primo romanzo. Io ho avuto la fortuna di conoscere Diego già prima, all'epoca delle storie brevi; quando è uscita la versione ebook di Fore Morra, dunque, l'ho subito acquistata. Ci ho messo purtroppo un po' a leggerla, a causa di diversi impegni lavorativi... ma quando ho finalmente potuto dedicarmi alla lettura, ne sono stata davvero soddisfatta.

Un veloce abbozzo di trama: la protagonista principale è Alisa, una donna forgiata da un'infanzia che definire difficile è riduttivo: una madre che non ha mai conosciuto,  un padre più crudele di Negan... l'adolescenza non va meglio, anzi se possibile la sua situazione peggiora. Da sempre circondata dall'ambiente della malavita, finisce giocoforza per farne parte. Insieme a lei Buba: una figura particolare, sfuggente, senza una definizione univoca. Per Alisa è un amico, un maestro, un amante; ma è anche una figura paterna, che la protegge come avrebbe dovuto fare il suo genitore biologico: a costo della sua stessa vita.

Il romanzo si svolge su due piani temporali.  Il racconto dell'infanzia e dell'adolescenza di Alisa si alterna a quello del presente, in un gioco che, scavando nel passato,  svela poco a poco gli eventi che hanno portato alla situazione dell'oggi. Piace la caratterizzazione. L'autore scava a fondo nell'animo di ALisa,  segnata da mille drammi e disavventure, da sensi di colpa (spesso immeritati) e paure. Buba è più defilato, il lettore conosce poco o nulla di lui, ma quel poco che sa è sufficiente a renderlo unico; unico nella sua mania per la perfezione, nel suo amore per la lettura e la musica (ma mica tutta...), nei suoi silenzi, nella suo continuo proteggere la giovane Alisa.

Intorno ai due protagonisti si muove un universo variegato di personaggi, quasi tutti legati al mondo della criminalità organizzata. Come si può intuire,  le vicende narrate non sono all'acqua di rose. Non è una lettura semplice dal punto di vista dei contenuti. Certe scene sono decisamente crude, a maggior ragione perché sono, purtroppo, quanto mai verosimili.

Ma la scrittura è scorrevole, cruda sì, ma in taluni passaggi delicata e introspettiva.  Non mancano i colpi di scena. Uno, devo dirlo, me lo aspettavo. Ma la conferma di quel sospetto non è stata meno piacevole di un pugno nello stomaco dato da una scoperta inaspettata.

In conclusione, un libro che senza dubbio vi consiglio.

Alla prossima!