L'insostenibile cattiveria dei social

Buongiorno a tutti, amici.

Oggi un post un po' particolare. Non recensisco, non racconto, non consiglio nulla. Semplicemente mi sfogo. 

Sì, insomma, da tempo ormai si sa che il web è diventato uno zoo. Per citare - per l'ennesima volta, lo so, originalità come se non ci fosse un domani - il compianto Umberto Eco: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli"




Io non voglio assegnare tale epiteto a nessuno, primo perché non sono Eco, secondo (e ancora più importante) perché, comunque, non mi va assolutamente di farlo. Se no, tanto vale, sarei esattamente come quelli di cui mi lamento. 

Sempre, tra l'altro, che queste parole Eco le abbia pronunciate davvero. C'è un mare talmente vasto di bufale, citazioni fasulle e notizie più farlocche di una bottiglia di olio di gomito, che ormai tendo a fidarmi solo di ciò che mi viene riportato di prima mano, dal diretto interessato e scritto su carta bollata vidimata dal notaio... sono sempre stata una debunker, sono una fan di Piero Angela e Massimo Polidoro, sono stata socia (e ora simpatizzante) del CICAP, ho un libro autografato da Lorenzo Montali, ho studiato il folklore e le leggende metropolitane e conosco tutti i metodi per riconoscere una bufala quando la vedo. Ma ormai ce ne sono così tante che sembra di girare in un labirinto, la cui uscita si allontana a ogni notizia smontata. 



Ma non è nemmeno questo il lato peggiore. Quello che mi sta facendo montare una nausea da primato che in confronto i primi tre mesi di entrambe le mie gravidanze sono stati una passeggiata è la cattiveria. Dio mio, quanta ce n'è. Troppa. Davvero. 

Mi sembra abbastanza scontato che non possiamo pensarla tutti allo stesso modo. Se a me piace il cioccolato e la panna mi fa orrore, non riuscirai mai a convincermi che una torta chantilly sia il massimo della vita. Ma questo mio impuntarmi sulle mie idee non ti darà mai e poi mai il diritto di insultarmi. Cosa che invece avviene regolarmente sui social. 
Anche se tu sei convinto di quello che dici e anche se io sono convinta che tu sbagli, possibile mai che non si possa trovare il modo di discutere in maniera civile, esponendo i fatti a favore di una o dell'altra teoria, per poi trovare un accordo di compromesso? No, pare di no. Ogni giorno vedo commenti al vetriolo, insulti o frecciatine a chiunque abbia la sfrontatezza di esprimere un suo parere. Ci sono temi più triviali e altri molto più seri, ma a prescindere dal "peso" dell'argomento, la sostanza non cambia.
Cosa mi tocca vedere, santo Cielo! E da entrambi i lati, eh. Da qualsiasi parte della barricata uno si trovi, quelli dall'altro lato devono essere massacrati perché ignoranti, perché stupidi.
Perché sì.
Ma non pensate che si possa parlare civilmente? Capire l'uno cosa pensa l'altro? Trovare una via di mezzo e magari, se proprio non si riesce a trovare un accordo, dire "no, guarda, non sono affatto d'accordo con te. Ti rispetto come persona, ma secondo me su questo argomento sbagli". 

Il problema è che comunque in questa guerra siamo a chissà quanti chilometri di distanza dagli altri contendenti e lo schermo del nostro laptop è come quello della battaglia navale, ci sentiamo protetti da esso, schermati in un certo senso, autorizzati a sparare un "B7" e sentirsi realizzati vedendo che abbiamo affondato un incrociatore. 
Ma vi sembra una cosa normale? 
Siamo in un'epoca fortunata, in cui possiamo esprimere le nostre opinioni, comunicare con persone all'altro capo del mondo, conoscere e scoprire cose che solo trent'anni fa erano impensabili. E invece di sfruttare questa conoscenza pressochè infinita usiamo la tecnologia a nostra disposizione per seminare cattiveria. Credendoci dei gran fighi.



Bah... ogni giorno dico che voglio cancellarmi da Facebook, poi ci ripenso, un po' perché non è colpa di Facebook ma dell'uso che certi ne fanno; e poi perché mi permette di tenermi in contatto con tante persone in qualunque momento, e questo è un privilegio che mi dispiacerebbe perdere. Però, mi costa davvero tanta nausea, davvero tanta...



Scusate per lo sfogo... mi sa che ora è meglio che vada a prendermi un bel libro (bello sì, sto rileggendo per la millemillesima volta Stagioni Diverse...), che quelli raramente deludono!



Alla prossima!

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