Movies - The Miracle Season

Buon pomeriggio a tutti!

Parliamo un po' di cinema, vi va? Ieri, nel mio piccolo, ho fatto una scoperta.
Una di quelle scoperte semplici, ma che lasciano comunque un segno.

Non sono una sportiva accanita, chi mi conosce lo sa, ma tra tutti gli sport il mio preferito è sempre stato e, credo, sempre sarà la pallavolo. Trattasi dell'unica disciplina che seguo per televisione, che pratico ogni volta che posso (anche se avrei decisamente più successo nel ruolo della palla che di una delle giocatrici in campo), tipo in vacanza sulla spiaggia o durante i rocamboleschi incontri figli-genitori che si tengono alla fine della stagione di allenamenti di minivolley dei miei bambini (sì, anche a loro piace... ne sono felice, se dovessero decidere di proseguire negli anni mi farebbero davvero felice!).

Comunque, tutta questa introduzione per dire che ho scaricato sul mio MySky un film intitolato Una Stagione da Ricordare; non ho letto tutta la trama, ma ho visto la parola "volley" e ho detto "caspita, un film che parla della pallavolo: guardiamolo!". E così ieri, io e i miei cuccioli, ci siamo messi davanti alla TV e abbiamo iniziato... a piangere! Dopo circa un quarto d'ora dall'inizio, io e la mia bimba eravamo in una valle di lacrime eguagliata forse solo dal finale de Il Miglio Verde o di La Vita è Bella. E siamo arrivate alla fine in un crescendo di emozioni... Vi racconto a grandi linee.

Due grandi amiche, fin da piccole. Entrambe giocano a pallavolo, una delle due è il capitano. Bravissima nel gioco, mezza matta (ma in senso buono), vero cuore pulsante della squadra e latrice di allegria ovunque vada. L'altra è molto più tranquilla, meno intraprendende ma molto dolce.
Poi, la tragedia.
Un incidente, un secondo forse di distrazione... e una delle due amiche di colpo rimane da sola.
(Qui c'è stata la prima fiumana di lacrime)
Ovviamente la squadra è persa. Nessuna delle compagne se la sente di giocare e, anche quando lo fanno, non riescono a vincere nemmeno un set.

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ATTENZIONE! DA QUI IN POI C'E' UNO SPOILER POTENTE! SE NON VOLETE SCOPRIRE IL FINALE DEL FILM, SALTATE TUTTA LA PARTE IN ROSSO E ANDATE DIRETTAMENTE ALLA FINE DEL POST!
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SPOILER! SPOILER! SPOILER!
Ma poi, il miracolo. Grazie anche e soprattutto alla loro coach  (una splendida, a mio parere, Helen Hunt) le ragazze ritrovano la voglia di giocare, anche per onorare la loro amica. E nonostante avessero ogni probabilità contro, riescono, alla fine, a vincere il campionato.
FINE SPOILER! FINE SPOILER! FINE SPOILER!
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Ora. Se si trattasse solo di un film, una normalissima pellicola con sceneggiatura originale, si potrebbe dire "eh, va beh, che fantasia, il classico film pieno di buoni sentimenti, con sotto sotto, nemmeno tanto celato, il messaggio che la passione ti deve guidare e segui il cuore e bla, bla, bla".

Ma non lo è. Perché questa storia è accaduta davvero. 

Tutto vero, dall'inizio alla fine, con tanto di inquadrature e gesti che si possono rivedere tali e quali in un documentario di HBO sulla storia della giovane e sfortunata Caroline Found che mostra video originali delle partite. Me lo sono visto tutto (lo trovate qui - in inglese, voleste dargli un'occhiata). Certo, anche per stessa ammissione del regista alcuni dettagli sono stati modificati per ragioni cinematografiche, ma la gran parte della storia è quella che si vede nel film. 
Finale compreso. 
Comprese, anche, le scarpe da ginnastica che l'amica posa sotto una sedia a ogni partita, un modo per dire che Line è ancora lì con loro...

Dopo aver visto il film sono andata a cercare notizie su questa ragazza e sapete? ancora oggi se ci penso mi commuovo. Per la storia in sè, certo. Ma anche perché il film è fatto davvero bene. Non ci sono effetti speciali, è una storia semplice, serei dire di paese. Ma è raccontata come si deve.

Ve lo consiglio, davvero. Certo, dovete avere un po' di kleenex a portata di mano... ma ne vale la pena.

Fatemi poi sapere, ok?

Alla prossima!

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